abbiategrasso 300x241 Abbiategrasso: i monumenti, il centro storico e la matta biragaAbbiategrasso è una cittadina alle porte di Milano sulla strada che va verso Novara. Conosciuta più per le manifestazioni e fiere dedicate ai prodotti gastronomici tipici come Abbiategusto, non sono in molti a conoscerne le attrazioni, i monumenti e le bellezze artistiche

Abbiategrasso è immersa nel parco del Ticino, ma la cittadina offre molte particolari monumenti che meritano di essere visitati. La prima citazione non può che essere per il castello duecentesco, fatto edificare da Gian Galeazzo Visconti, duca di Milano, in linea con la costruzione dei Navigli. La storia di questo castello è lunghissima, si trova ora vicino a piazza mercato, mentre dall’altro lato della strada c’è il fossato i resti delle torri, che ora sono stati traasformati in parco pubblico.

Tutto il centro storico di Abbiategrasso è ancora legato al castello. Lo smantellamento della struttura fu opera degli spagnoli, quando governavano Milano, nel 17esimo secolo, e temevano l’intervento dei francesi. Una storia molto graziosa riguarda questo castello. Secondo la leggenda qui fu rinchiusa la Matta Biraga.

La storia racconta che una giovane e bella sposina, Isabella Biraghi, in attesa del suo primo figlio, era concupita da un nobile spagnolo, che voleva mettere le mani sui beni della famigliola. Il nobile spagnolo ottene di allontanare il marito da Milano, pensando di farlo assassinare all’estero alla prima occasione. La giovane sposa, però, non voleva cedere alla corte dello spagnolo e, per allontanarlo, cominciò ad accusarlo in pubblico. L’uomo la fece rapire e rinchiudere nel castello di Abbiategrasso, ma ogni volta che Isabella vedeva arrivare lo spagnolo dalla finestra dava in escandescenze urlando e buttando i mobili dalla finestra.

Tavolini, sedie e specchiere volavano in strada che era un piacere. Isabella diventò famosa come “la matta biraga”. Il nobile spagnolo cercò di giustificarsi facendo assistere Isabella da un medico, Giuseppe Cavallin. Il medico capì la situazione e chiese ad Isabella di continuare a impersonare “la matta Biraga” anche dopo la nascita del suo bambino, mentre lui avrebbe fatto cercare il giovane marito. Si fece nominare tutore del piccolo Biraghi e per alcuni anni restò vicino ad Isabella e a suo figlio, fingendo di curarla per le crisi isteriche. Alla fine il marito riuscì a tornare a casa e la famigliola si riunì e il nobile spagnolo dovette tornare in Spagna. A Giuseppe Cavallin venne dedicata una filastrocca che si racconta ancora oggi. “Pin pin cavallin, sota al pè del tavolin, pan poss pan fresch chi va fora è propri quest.”. Nella città di Abbiategrasso ci sono delle importantissime testimonianze di costruzioni in stile barocco ed è da visitare soprattutto il convento dell’Annunciata che è stata restaurata da Pinin Brambilla, che ha riportato alla luce una serie di affreschi del 1519 firmati dal pittore Nicola Mangone detto il Moietta, che si credevano perduti.