Nel centro dell’Africa settentrionale, a ridosso della fascia costiera occidentale, si estende il Deserto di Namib, formato da bassopiani leggermente inclinati, alle cui spalle si sviluppa una serie di colline e vallate.
Il deserto di Namib è il più antico del mondo, quello in cui sono state trovate le prime testimonianze dell’Homo erectus (apparso oltre 80 milioni di anni fa): si estende lungo duemila chilometri dal fiume Oluphants, in Sudafrica, fino a San Nicholau, nell’Angola meridionale. Il termine Namib significa “ terra senza nessuno, terra vuota”, ma questo deserto è anche detto la “terra dell’acqua asciutta”: infatti, la corrente fredda del Benquela, che risale dall’Antartide, arrivata qui raffreddale masse d’aria calda subtropicale, condensando il vapore che non provoca pioggia, ma produce banchi di nebbia sul deserto.
Procedendo dalla costa verso est si trovano le stupende dune di colore sanguigno che raggiungono altezze straordinarie (anche 300 metri di altezza). Probabilmente la sabbia rossastra delle dune di Namib si formò tra i 3 e i 5 milioni di anni fa nel Deserto del Kalahari (la cui superficie si presenta leggermente ondulata e coperta in parte di nude rocce e in parte da sabbie rese rosse dall’ossido di ferro) e, trasportata dal fiume Orange, giunse al mare, dove la corrente del Benguela la sospinse verso nord accumunandola sulla costa della Namibia.
Queste dune sono a forma di mezzaluna e si spostano ogni anno di vari metri, sospinte dai venti si sudovest. Esse s’interrompono improvvisamente nei pressi del fiume Kuiseb, dove il Namib si trasforma in una serie di pianure di ghiaia, popolate da numerosi animali, (come zebre, antilopi e struzzi) la cui unica fonte di acqua è la rugiada lasciata al mattino dai banchi di nebbia creati dalla corrente del Benguela. In queste pianure ghiaiose cresce una specie di lichene, che utilizza la nebbia per nutrire le poche foglie e che vive almeno mille anni.
L’altro elemento di richiamo di quest’area è la cosiddetta Costa degli Scheletri: lungo la costa, dove termina il deserto, si trovano, infatti, i relitti di navi che vi si sono incagliate nel corso del tempo.


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