Dove il fiume Lambro sfocia nel Po, pochi chilometri dopo aver lasciato Milano, si è creata una piccola penisola che coincide con il comune di Chignolo Po. Il Lambro, fin dal punto in cui arriva a Milano è stato incanalato, le sue acque deviate e il suo corso controllato. Il percorso cittadino del fiume è stato deviato per riempire il fossato del Castello Sforzesco e lo scolmatore che riportava le acque nel suo corso naturale, ricostruito completamente artificialmente. Anche il modo in cui il Lambro entra nel Po non è naturale. L foce non è dove la natura aveva deciso che doveva essere, ma è stata spostata dall’uomo. Queste grandi opere di progettazione ed ingegneria idraulica sono stati compiuti nel medioevo e lo stesso Leonardo da Vinci, quando ha progettato il sistema di chiuse dei Navigli e dei corsi d’acqua milanesi, ha lavorato su opere già costruite da geni che lo avevano preceduto. Anche il corso del Lambro, in questa parte della provincia di Pavia che confina con la provincia di Milano, ha goduto delle attenzioni del genio di Leonardo da Vinci, nel periodo che l’artista fiorentino ha passato a Milano, ospite dei Visconti.
Per ritornare però a questo piccolo comune della provincia pavese, Chignolo Po ha delle origini sono antichissime. Qui vi era, infatti, un villaggio risalente all’età della pietra, di origine preceltica e ligure, forse appartenente alla tribù di tradizione celta dei Lambrates, che diedero il nome sia al fiume sia all’omonimo quartiere milanese di Lambrate, una volta Comune. La foce del Lambro fu invece modificata da Galeazzo Maria Sforza, nel 1466 che finanziò le modifiche che hanno reso il territorio della cittadina più fertile e meno soggetto alle inondazioni. Fra gli altri dati storici che abbiamo su Chignolo, c’è la certezza che sia stato tappa della Via Franchigena, la strada percorsa dai pellegrini che da Canterbury e dalla Francia andavano fino a Roma e a Gerusalemme.
Nell’ 800, re Berengario, concesse ai monaci benedettini dedicati a Santa Cristina il monastero già costruito dai Longobardi e invitò la famiglia milanese dei Pusterla a diventare i feudatari di Chignolo. L’invito fu ovviamente accolto, ma al momento della ascesa dei Visconti a Milano, fra i Pusterla e i Visconti cominciarono delle contese sul feudo, che si conclusero solo nel 1486 quando il feudo e il castello passò alla famiglia Cusani Visconti, discendenti sia della famiglia Federici, chiamata anche Todeschini, sia dei Visconti. I cusani mantennero il casato fino al 1936.
Il castello di Chignolo Po stato abitato fin dalla sua costruzione nel dodicesimo secolo e anche se spesso rimaneggiato e restaurato ha potuto mantenersi in condizioni ottime. Infatti è indicato come uno dei più bei castelli della Lombardia. Il castello è di proprietà privata ma si può in parte visitare e si possono affittarne le sale per degli eventi, conferenze, matrimoni o ricevimenti. Una delle sale più famose è quella in cui ha dormito Napoleone Bonaparte, ma sono parecchi gli eventi storici, anche recenti, che si sono svolti fra quelle mura che ora ospitano anche il Museo lombardo del vino e il Museo di storia della civiltà agricola Lombarda.
La bellezza di Chignolo è però anche nell’ambiente che si è creato fra i due fiumi. Con la costruzione dei depuratori, il fiume Lambro ,che una volta era considerato talmente inquinato da essere irrecuperabile, dopo essere uscito da Milano, sta lentamente recuperando la vita e la pulizia delle acque.
Il Po è, invece, piuttosto pulito e scorre fra i boschi dividendosi in molti canali sia naturali sia costruiti dall’uomo. Essendo una zona molto ricca di acque, anche se la vegetazione spontanea non è molta, le rive dei fiumi sono abitate da moltissimi uccelli. In queste zone si possono osservare garzette , aironi bianchi, germani reali , gallinelle d’acqua e martin pescatori, ma ci sono anche moltissimi uccellini che una volta erano considerati comuni mentre adesso sono quasi rari, cardellini, cinciallegre, pettirossi, merli e storni. Ci sono anche molti fagiani che attirano i cacciatori mentre il sottobosco è ricco di funghi di ottima qualità che attirano gli appassionati. I ristoranti, le osterie e gli agriturismi della zona offrono spesso dei menù di cacciagione o degli ottimi piatti di polenta con i funghi, innaffiati con il vino rosso di San Colombano.
Fra le altre cose interessanti che ci sono a Chignolo Po bisogna citare il circuito automobilistico in cui si possono frequentare i corsi per piloti e copiloti delle auto da corsa, utilizzando le Ferrari e le Lamborghini a prezzi tutto considerato accessibili. Un corso teorico e tecnica di pilotaggio di 20minuti più due giri del circuito con una 4×4 e altri tre giri con una Ferrrari 430 come copilota più il diploma costa solo 99 euro. Per avere la soddisfazione di correre su una pista con una vera Ferrari è una cifra che si spende volentieri.