Cipro, un nuova meta fra i castelli per le vacanze invernali

cipro Cipro, un nuova meta fra i castelli per le vacanze invernali Chi ha già visto tutto e desidera conoscere la realtà di un mondo vicino al nostro ma dalla realtà molto diversa da quella del nostro paese, può decidere di visitare la bella isola di Cipro.

Anche se politicamente divisa fra Turchia e Grecia e  spesso al centro degli scontri diplomatici fra le due nazioni che si contentono l’isola, Cipro è comunque una località tranquilla in grado di offrire ai turisti delle bellissime località marine, con un clima mite anche in inverno, con moltissime spiagge di ghiaia e di sabbia e baie e calette dalle rive rocciose. Cipro è appartenuta anche alla repubblica di Venezia, durante il quindicesimo secolo, e sia la sua capitale, Nicosia, sia le altre località dell’isola hanno assorbito gli stili architettonici delle varie culture. Per i turisti che desiderano conoscere la storia e la cultura di Cipro è consigliabile anche una visita ai castelli veneziani di Kyrenia e Famagosta. Nicosia è ancora una capitale divisa in due, come lo era Berlino prima della caduta del muro negli anni 90, ma è possibile visitare la parte turca se si è in regola con i documenti per l’espatrio in Turchia e se si prende parte a delle escursioni organizzate.

Un’altra delle bellezze imperdibili di Cipro è la penisola di Karpaz, il naturale rifugio delle rarissime tartarughe Caretta Caretta che è stata dichiarata parco naturale marino. Il mare caldo anche in inverno permette le immersioni alla ricerca di pesci coloratissimi e di fondali ancora incontaminati. Ci sono anche molte località adattissime per praticare il Windsurf e la vela. Sempre nell’ambito sportivo sono molto famosi i campi da golf  in riva al mare che si trovano nella parte greca. Sono anche molto popolari fra i turisti le crociere in barca sotto costa, con attracchi in più punti e porti dell’isola. Un’antica leggenda greca dice che dalla spuma delle onde del mare di Cipro nacqua Afrondite, la dea greca dell’amore e della Bellezza. Una bellezza che si può ancora ammirare nei dolci paesaggi dell’isola.

 

Cosa vedere a Graz, in Austria

graz Cosa vedere a Graz, in AustriaGraz è una antica e graziosissima città dell’ Austria estremamente viva culturalmente. Oltre ai numerosi monumenti e un centro storico antico fra meglio conservati dell’ Europa che, per questo motivo è stato inserito nella lista dei centri storici protetti dall’ Unesco e dichiarati Patrimonio dell’ Umanità.

A  Graz hanno sede sei università in cui studiano 40 mila studenti. Questo contribuisce a renderla una città molto giovane anche nel genere di eventi che mensilmente vi sono organizzati. Come tutte le città e i paesi dell’ Europa alpina e centrale, il periodo dell’ Avvento del Natale vede l’organizzazione dei mercatini, e in questo caso riempono la città di capanne e bancarelle dal prossimo 19 novembre e dureranno fino al 24 di dicembre.

Sin dal 1996 , durante le settimane dell’ Avvento nel cortile del palazzo del Parlamento della Repubblica della Stiria, di cui Graz è capitale, c’è un presepe scolpito nel ghiaccio,  la Natività di ghiaccio, che attira molte visite e quando la temperatura è troppo calda e il ghiaccio comincia a sciogliersi, le statue sono sostituite con altre scolpite di fresco. Fra le cose da vedere assolutamente a Graz c’è il castello di Eggenberg, che risale alla seconda metà del 1600 e possiede dei saloni di una bellezza davvero unica, poi vi sono le chiese, il bel Duomo e molti altri monumenti.

Fra tutti però spicca il carillon di Glockenspielplatz , cioè della piazza del Carillon. Per tre volte al giorno, quando l’orologio batte le 11 le 15 e le 18 , un coppia di statue di legno, un uomo e una donna in costume tradizionale della Stiria,  esce dal loro carillon per ballare sulle note di tre melodie diverse. nel periodo dell’avvento ballano con la base di musiche  natalizie. Lo spettacolo del carilon dura otto minuti esi conclude con un gallo dorato che , sbattendo le ali, lancia tre sonori chicchiricchi. Il  Carillon è considerato una delle più belle attrazioni di Graz e fu installato sulla facciata della sua casa, il commerciante di Liquori Gottfried Maurer, che alla sua morte lo donò, insieme all’edificio, alla cittadina, purchè l’ amministrazione comunale garantisse la manutenzione del Carillon.

 

Ungheria, un tour dei castelli

castello Ungheria, un tour dei castelli L’ Ungheria ha un grande patrimonio di castelli che risalgono a varie epoche della storia e che sono stati abitati per così tanto tempo da contenere tesori di ogni tipo. Ci sono dei veri e propri itinerari consigliati, molto simili al tour dei castelli della Loira in Francia. L’ itinerario proposto parte da Fertod, il cui castello è considerato la Versailles d’ Ungheria. Il Castello Eszterhazy non è molto lontano dal confine con l’ Austria, sulla strada per Budapest e contiene alcuni musei mentre nei giardini vi sono fontane di ogni tipo, un teatro dell’ opera, un teatro per le marionette, una sala per concerti tuttora visitabile, delle piccole cappelle, padiglioni e statue decorative che rendono i giardini bellissimi.

Una tappa seguente può essere il Castello Széchenyi a Nagycenk, un bel castello in stile barocco della famiglia dei conti Széchenyi. Il castello è visitabile in alcune parti e continee anche un museo. La sua particolarità è quella di contenere ancora le innovazioni tecnologiche apportate dal conte Istvan Széchenyi come la prima illuminazione a gas, i bagni con gli scarichi ad acqua corrente, il riscaldamento a pavimento della serra. La bellezza dei giardini alla francese di questo castello è stata ricostruita negli anni settanta seguendo i progetti originali del 1700.

Un altro castello che ha una grande fama in Ungheria è quello che chiamano il Castello di Sissi a Godollo. Si tratta dell’antico castello barocco di Grassalkovich. Godollo è un piccolo paesino a circa 30 chilometri dalla capitale dell’ Ungheria, Budapest. La principessa Sissi, una volta diventata imperatrice d’ Ungheria , amava passarci le vacanze. Il castello è a forma di W e ha un grande parco con dei bellissimi giardini. Al suo interno vi è una grande sala con dei magnifici affreschi, decorata in bianco e oro, e i bagni sono ancora ricoperti di marmo.

Poi vi sono i castelli di Budapest, soprattutto il palazzo reale che per settecento anni è stato la residenza dei principi e dei re di Ungheria e che merita una descrizione particolareggiata sulle sue bellezze.

Berlino, Germania: la capitale della musica e dell’arte

berlino Berlino, Germania: la capitale della musica e dellarteFra le città da scoprire in Europa c’è anche la bella capitale dello stato federale tedesco, Berlino.

I turisti tendono a crederla una città malinconica a causa della storia recente che l’ha messa al centro di molti avvenimenti e chi ci va è attirato molto dai resti del muro che per quasi 50 anni ha diviso la Germania dell’ Est da quella dell’Ovest. Però Berlino nasconde molti tesori che non attendono altro che farsi scoprire. Qui hanno sede ben tre teatri dell’ Opera in cui è possibile ascoltare concerti di musica classica,  opere sinfoniche, e assistere a balletti classici e moderni. Ci sono poi moltissimi teatri, sale da concerto, palchi per concerti moderni, e un programma annuale che riempie ogni serata e adatto a tutti i gusti musicali.

Oltre alla musica, Berlino offre più di 180 fra musei e collezioni d’arte. I musei sono vivi, sempre pronti a organizzare mostre particolari e a disporre le opere di loro proprietà permettendo ai visitatori di seguire dei percorsi tematici e le collezioni presentate sono molto ricche. I due Musei più importanti di Berlino sono il Deutsches Historisches Museum, l’ altes Museum e il Museo della RDT.

L’ altes Museum si trova in una zona chiamata l’ isola dei musei e nel bellissimo edificio neoclassico sono raccolte opere d’arte del periodo  greco e romano. Fra le opere antiche si può ammirare l’ altare di Pergamo, alcuni ritratti di Giulio Cesare e Cleopatra e molti altri tesori.

Non si può dimenticare poi la visita ai castelli berlinesi, spesso sede delle istituzioni della repubblica federale, ma in ogni caso visitabili. Il bel castello di Bellevue  ad esempio oggi  è sede del Presidente della Repubblica federale ma è stato costruito dal principe Ferdinando di Prussia.

Il castello si trova nel centro di Berlino, non lontano dalla porta di Brandeburgo e dalla Colonna della Vittoria. Nello stesso  quartiere, il Tiergarten, si trova anche il palazzo del Bundestag , il parlamento federale. Sono bellissimi anche gli scorci offerti dal fiume che attraversa Berlino, lo Sprea, e sul quale si affaccia lo stesso castello di Bellevue, e dal laghetto dei giaridni dello zoo, il famoso zoo di Berlino, su cui si può navigare con delle piccole barche.

Walking Tour: le Proposte di Stoccarda

stoccarda Walking Tour: le Proposte di StoccardaE’ diventato sempre più popolare in Europa il walking tour, cioè delle passeggiate organizzate, con guida turistica, da effettuarsi a piedi nelle città.

Quasi tutte le agenzie turistiche locali delle città europee propongono dei tour di questo genere, che entrano così sia nel discorso del risparmio energetico, non utilizzando pulman e pulmini, ma solo piedi e mezzi pubblici, sia nel mantenere le escursioni nelle città in range di costi contenuti e che sono quindi solo quelli della guida turistica e quelli dei biglietti  dei mezzi pubblici.

Quelli che vi presento oggi sono alcuni dei walking tour della città di Stoccarda, nello stato del Baden-Württemberg, nella repubblica federale della Germania. Stoccarda è una antichissima città, fondata da Liudolf di Svevia, figlio dell’imperatore Ottone primo, nel 950 d.C. che ne aveva fatto un centro per l’allevamento dei cavalli, destinati soprattutto alle scuderie e all’esercito del padre.

Per questo lo stemma della città è un cavallino rampante in campo dorato.  Stoccarda è stata comunque aitata anceh prima del 950 e nel diciottesimo secolo è stata capitale del regno del Wuttemberg. In questi passaggi storici importanti la città è stata arricchita di palazzi e monumenti che ne fanno un “must” tra le città da visitare.

Uno dei walking tour parte ogni sabato alle 10 del mattino dall’ l’ufficio d’informazioni  turistiche i-Punkt in Königstrasse 1A, e dura fino alle 12,30. Si svolge in tedesco, quindi è bene avere qualcuno che possa tradurre, se non si conosce la lingua. Ogni settimana il tour cambia e mostra una volta la Stoccarda popolare con i suoi monumenti e luoghi storici, come il mercato, e la volta seguente la Stoccarda dei Principi, con i loro palazi e le reggie. Il numero minimo di partecipanti è di cinque persone e costa 9 euro a persona.

Poi vi sono i walking tour proposti dalla Stuttgart-Marketing GmbH che si trova in Lautenschlagerstrasse 3, che preparano visite della città su misura dei gruppi turistici o dei turisti individuali, a piedi ma anche in autobus.

Non poteva mancare, specie in questo periodo, il walking tour dedicato ai mercatini natalizi che si svolgeranno nelle vie fra il Castello Vecchio, l’ Altes Schloss, e la  Stiftskirche, una visita di circa due ore e mezzo che può includere anceh la partecipazione ai concerti dell’ Avvento che si tengono nel cortile del Castello Vecchio.

Varzi, un Castello e un Borgo Medievali per una Domenica a Caccia i Salumi Vero Varzi

castelli4 300x171 Varzi, un Castello e un Borgo Medievali per una Domenica a Caccia i Salumi Vero VarziIl castello di Varzi è un maniero millenario che si trova in uno dei luoghi del turismo giornaliero più amati da chi vive di solito nelle città della Lombardia. Da quando si è cominciato ad organizzare anche il turismo enogastronimico mettendo in rete fra loro gli agriturismi, le aziende di produzione, e promuovendo i marchi dop e doc e quelli dei cibi tipici locali, si possono inserire agevolmente fra le mete turistiche anche quei luoghi che sono famosi per le gite giornaliere o domenicali che si fanno per fare la spesa o per procurarsi una scorta di certi cibi. L’arrivo domenicale di tante persone ha permesso di promuovere anche luoghi che normalmente sono sconosciuti ai più permettendo di creare una piccola branca economica legata proprio al turismo domenicale, come l’organizzazione delle visite ai numerosissimi castelli o chiese, la manutenzione e la segnalazione dei sentieri, l’organizzazione delle sagre e la riscoperta delle antiche tradizioni e della storia locale.
Varzi, vuoi anche perché già conosciuta internazionalmente per la produzione di salumi, ha saputo sfruttare queste piccole nicchie e offre ai turisti un iniseme di percorsi naturalistici, storie leggende, cibi e e prodotti locali in un complesso piuttosto organizzato, ma ancora molto naturale, in cui il turista si sente protagonista e gratificato e non “portato a spasso” , come qualche volta accade quando l’ organizzazione turistica prende il sopravento sulla quotidianità di un luogo.

Il castello di Varzi fu costruito dopo che la famiglia dei Malaspina furono investiti dall’imperatore Barbarossa come marchesi, nel 1164. I loro territori andavano da Rivanazzano fino alla Toscana.

La prima testimonianza dei Malaspina a Varzi riguarda la vendita del feudo di Pizzocorno alla abbazia di Sant’ Alberto, e si suppone che il castello che ora compone un complesso architettonico dallo stile per lo più settecentesco, in pietra a vista e modanature, che si affaccia sulla bellissima pazza di Varzi, sia stato costruito in quel periodo. Sullo stretto vicolo che porta alla piazza si innalza la parte quattrocentesca del palazzo, con le pareti sempre in pietra ma lavorate in modo squadrato, quasi come se uscissero dai muri con forza, gli che danno sulla via sono ad arco sesto acuto, mentre il cortiletto d’accesso ha una graziosa copertura a volte a crociera e alcuni archi più grandi e decorati. Sul fondo del vicolo c’è l’ultimo edificio dell’abazia, che risale al 1200 e che si apre sul vicolo con un ampio arco a tutto sesto. A fianco c’è la torre duecentesca che è soprastato da una terrazza coperta che offre una splendida vista su Varzi e sui monti che la circondano e sulla bella valle della Staffora, il fiume a carattere torrentizio che caratterizza questi bei luoghi . Un passaggio nel sottotetto collega la torre direttamente al palazzo.

Le stanze interne della torre sono sempre state usate come prigione e quel passaggio era usato pre trasportare i prigionieri e per portare loro da mangiare, fino in tempi moderni, ed ha un nome piuttosto tenebroso. La chiamano la torre delle streghe, a causa del fatto che nel 1460 un gruppo di 25 donne e alcuni uomini accusati di stregoneria furono tenuti prigionieri nella torre prima di essere bruciati nella piazza principale del paese. La leggenda vuole che i loro spiriti abitino ancora la torre.

Oggi il castello è di proprietà privata, mentre la torre è di proprietà comunale e visitabile.

Al borgo di Varzi appartengono anche altre bellezze che contribuiscono a renderne l’atmosfera antica e romantica: c’è la chiesa dei cappuccini, in stile romanico e risalente a prima del 1400, e la Chiesa dei Rossi che, nonostante probabilmente le origini siano più antiche, è stata costruita nel 1636, e deve il suo nome alle mantelline rosse dei confratelli della SS. Trinità, che vi si riunivano.

La Chiesa dei Rossi ha una sola navata ed è in stile settecento lombardo, ed è ricca di statue ligneee dorate. L’inero borgo poi ha una struttura urbanistica organizzata e delimitata dalle due torri di Porta Sottana e di Porta Soprana, o dell’orologio. In questa bella cornice medievale non si può non apprezzare i cibi offerti dalle osterie e dai ristoranti e il ritorno a casa dalla gita domenicale on può non concludersi con l’approvvigionarsi di una copiosa provvista di sulumi di Varzi e di vini dell’ Oltrepo pavese.

Pavia, Chignolo Po: il Castello, l’ Ambiente, il Cibo e il Circuito Automobilistico offrono Emozioni Forti

castelli1 300x176 Pavia, Chignolo Po: il Castello, l Ambiente, il Cibo e il Circuito Automobilistico offrono Emozioni FortiDove il fiume Lambro sfocia nel Po, pochi chilometri dopo aver lasciato Milano, si è creata una piccola penisola che coincide con il comune di Chignolo Po. Il Lambro, fin dal punto in cui arriva a Milano è stato incanalato, le sue acque deviate e il suo corso controllato. Il percorso cittadino del fiume è stato deviato per riempire il fossato del Castello Sforzesco e lo scolmatore che riportava le acque nel suo corso naturale, ricostruito completamente artificialmente. Anche il modo in cui il Lambro entra nel Po non è naturale. L foce non è dove la natura aveva deciso che doveva essere, ma è stata spostata dall’uomo. Queste grandi opere di progettazione ed ingegneria idraulica sono stati compiuti nel medioevo e lo stesso Leonardo da Vinci, quando ha progettato il sistema di chiuse dei Navigli e dei corsi d’acqua milanesi, ha lavorato su opere già costruite da geni che lo avevano preceduto. Anche il corso del Lambro, in questa parte della provincia di Pavia che confina con la provincia di Milano, ha goduto delle attenzioni del genio di Leonardo da Vinci, nel periodo che l’artista fiorentino ha passato a Milano, ospite dei Visconti.

Per ritornare però a questo piccolo comune della provincia pavese, Chignolo Po ha delle origini sono antichissime. Qui vi era, infatti, un villaggio risalente all’età della pietra, di origine preceltica e ligure, forse appartenente alla tribù di tradizione celta dei Lambrates, che diedero il nome sia al fiume sia all’omonimo quartiere milanese di Lambrate, una volta Comune. La foce del Lambro fu invece modificata da Galeazzo Maria Sforza, nel 1466 che finanziò le modifiche che hanno reso il territorio della cittadina più fertile e meno soggetto alle inondazioni. Fra gli altri dati storici che abbiamo su Chignolo, c’è la certezza che sia stato tappa della Via Franchigena, la strada percorsa dai pellegrini che da Canterbury e dalla Francia andavano fino a Roma e a Gerusalemme.

Nell’ 800, re Berengario, concesse ai monaci benedettini dedicati a Santa Cristina il monastero già costruito dai Longobardi e invitò la famiglia milanese dei Pusterla a diventare i feudatari di Chignolo. L’invito fu ovviamente accolto, ma al momento della ascesa dei Visconti a Milano, fra i Pusterla e i Visconti cominciarono delle contese sul feudo, che si conclusero solo nel 1486 quando il feudo e il castello passò alla famiglia Cusani Visconti, discendenti sia della famiglia Federici, chiamata anche Todeschini, sia dei Visconti. I cusani mantennero il casato fino al 1936.

Il castello di Chignolo Po stato abitato fin dalla sua costruzione nel dodicesimo secolo e anche se spesso rimaneggiato e restaurato ha potuto mantenersi in condizioni ottime. Infatti è indicato come uno dei più bei castelli della Lombardia. Il castello è di proprietà privata ma si può in parte visitare e si possono affittarne le sale per degli eventi, conferenze, matrimoni o ricevimenti. Una delle sale più famose è quella in cui ha dormito Napoleone Bonaparte, ma sono parecchi gli eventi storici, anche recenti, che si sono svolti fra quelle mura che ora ospitano anche il Museo lombardo del vino e il Museo di storia della civiltà agricola Lombarda.
La bellezza di Chignolo è però anche nell’ambiente che si è creato fra i due fiumi. Con la costruzione dei depuratori, il fiume Lambro ,che una volta era considerato talmente inquinato da essere irrecuperabile, dopo essere uscito da Milano, sta lentamente recuperando la vita e la pulizia delle acque.

Il Po è, invece, piuttosto pulito e scorre fra i boschi dividendosi in molti canali sia naturali sia costruiti dall’uomo. Essendo una zona molto ricca di acque, anche se la vegetazione spontanea non è molta, le rive dei fiumi sono abitate da moltissimi uccelli. In queste zone si possono osservare garzette , aironi bianchi, germani reali , gallinelle d’acqua e martin pescatori, ma ci sono anche moltissimi uccellini che una volta erano considerati comuni mentre adesso sono quasi rari, cardellini, cinciallegre, pettirossi, merli e storni. Ci sono anche molti fagiani che attirano i cacciatori mentre il sottobosco è ricco di funghi di ottima qualità che attirano gli appassionati. I ristoranti, le osterie e gli agriturismi della zona offrono spesso dei menù di cacciagione o degli ottimi piatti di polenta con i funghi, innaffiati con il vino rosso di San Colombano.

Fra le altre cose interessanti che ci sono a Chignolo Po bisogna citare il circuito automobilistico in cui si possono frequentare i corsi per piloti e copiloti delle auto da corsa, utilizzando le Ferrari e le Lamborghini a prezzi tutto considerato accessibili. Un corso teorico e tecnica di pilotaggio di 20minuti più due giri del circuito con una 4×4 e altri tre giri con una Ferrrari 430 come copilota più il diploma costa solo 99 euro. Per avere la soddisfazione di correre su una pista con una vera Ferrari è una cifra che si spende volentieri.

Milano, il Castello di Trezzo d’ Adda: Luogo di Mistero e di Tradizione

castelli Milano, il Castello di Trezzo d Adda: Luogo di Mistero e di TradizioneLa provincia di Milano è circondata da Abazie e da castelli, specialmente nella parte verso Lodi e Pavia, costruiti per lo più dai Visconti oppure dai Longobardi. Se le abazie sono ancora oggi luoghi vivissimi e ricchi di spiritualità, pare che i castelli viscontei siano privilegiati da un’altra manifestazione dello spirito, o meglio, che siano frequentati dagli spiriti di morti. Sembra, infatti, che siano frequentatissimi da fantasmi. Chi vuole conoscere uno dei più frequentati,dove questo genere di manifestazioni sopranaturali è comune, deve recarsi al castello di Trezzo sull’Adda.

Il castello è stato costruito dai longobardi, come rocca difensiva, ed è stato distrutto parecchie volte prima durante le guerre fra Milano e Federico Barbarossa, poi durante quelle fra i Visconti e i Torriani per il predominio su Milano. Solo nel 1370 fu ricostruito da Bernabò Visconti, dopo che i Visconti sconfissero i Torriani e divennero signori di Milano. Il castello è una fortezza e diventò la dimora di Bernabò Visconti e poi la sua prigione, fino a quando morì. Vi fu rinchiuso dal nipote Gian Galeazzo che poi lo avvelenò. Bernabò Visconti aveva la fama di essere molto crudele e nel castello di Trezzo sono state scoperte diverse stanze in cui era praticata la tortura,. E’ stato anche scoperto un pozzo il cui fondo è cosparso di lame.

I nemici e gli ospiti scomodi dei Visconti erano fatti sparire buttandoli in questo pozzo e lasciati morire sul fondo, feriti dalle lame. I sotteranei del castello sfruttano alcune cavità naturali e fra queste la più conosciuta è la grotta della Goccia, che è tutt’ora visitabile. Si tratta di una grotta così umida che gocce d’acqua cadono dal soffitto come preludio alla formazioni di stalagmiti e stalattiti. I prigionieri erano legati e obbligati a restare sotto queste gocce che, una ad una, cadevano dal soffitto sulle loro teste, finendo per perforare, giorno dopo giorno, il cervello delle vittime. Sulle pareti di questa grotta affiorano spesso delle grandi macchie rosse e la leggenda dice che sia il sangue di chi è morto in quella stanza che sgorga dalle pareti di roccia. Altre leggende parlano della apparizione ciclica del fantasma di Bernabò Visconti, nell’ anniversario del suo assassinio, il 19 dicembre, e si parla anche del fantasma di una donna che si aggira nel castello. Pare sia lo spirito inconsolabile di una delle figlie di Bernabò, murata viva nel castello di Trezzo perché aveva avuto una storia d’amore e passione con uno degli stallieri al servizio della famiglia. Un racconto particolare lo fecero dei soldati tedeschi che si accamparono, durante la seconda guerra mondiale, fra le mura del castello. Raccontarono che una notte furono svegliati di soprassalto da dei grandi rumori di ferraglia e si trovarono circondati da dei soldati medievali pronti alla battaglia e che indossavano le loro armature. Gli antichi cavalieri chiesero ai soldati tedeschi di unirsi a loro e di combattere insieme. Quando il mattino dopo i soldati si svegliarono credevano di aver sognato, anche se erano molto turbati di aver sognati tutti la stessa cosa. Non si sa ancora se nella notte avessero incontrato davvero i fantasmi degli antichi cavalieri oppure se erano stati vittima di uno scherzo, oppure ancora se avessero dovuto spiegare ai loro superiori un eccessivo e rumoroso consumo di grappa nella serata precedente . L’ associazione Proloco di Trezzo d’Adda si occupa di guidare i turisti all’interno del Castello e di raccontare loro la storia di questo maniero e tutte le leggende che lo circondano e lo animano.
Non tutta Trezzo è, però, così misteriosa. Si tratta di una bella cittadina costruita sulle sponde dell’ Adda, e i panorami di questo fiume hanno ispirato Leonardo da Vinci che li ha resi immortali dipingendoli come sfondo nel suo quadro più famoso, La Gioconda, e anche nei due quadri in cui ritrae la Vergine delle Rocce. Nel Codice Atlantico di Leonardo da Vinci,conservato a Londra, Leonardo ha invece ritratto il castello di Trezzo. Alcuni disegni sono a china, altri a seppia ed altri ancora a sanguigno. Leonardo era affascinato da questi paesaggi così belli e dall’aria così selvaggia. Alcuni di questi disegni leonardeschi sono conservati anche nella Biblioteca Ambrosiana di Milano. Per uno spettacolo popolare davvero pieno di sorprese bisogna andare a Trezzo d’Adda per il carnevale del povero Piero. Mentre in tutti gli altri paesi della zona a Carnevale sono bruciati fantocci che rappresentano l’inverno, a Trezzo d’Adda si brucia il povero Piero, il fantoccio di un personaggio locale. Non si sa bene quale sia la storia di questo povero Piero, ma sembra essere legata alla fama un po’ sinistra del castello.