Il turismo religioso offre delle occasioni di viaggi davvero unici anche a chi non è particolarmente credente. Qualunque sia la motivazione per cui si decide di visitare i luoghi Sacri per eccellenza, l’ atmosfera che si respira quando si visita Israele e si seguono le orme dei personaggi della Bibbia è in grado di toccare l’anima. Il prossimo 29 novembre sarà inaugurato un nuovo itinerario studiato sui luoghi della Galilea, si chiama Gospel Trail, il viaggio delle spiritualità. Questo nuovo itinerario seguirà i passi di Gesù partendo dai luoghi delle giovinezza a Nazareth e proseguirà attraverso i meravigliosi paesaggi attorno al lago di Tiberiade fino ad arrivare a Gerusalemme e al monte degli Ulivi.
Un altro itinerario organizzato dai tour operator israeliani che si occupano di questo settore turistico e che è dedicato soprattutto alle persone di fede cristiana, , è quello che tocca le tappe della vicenda della Vergine Maria, anche in questo caso si visiterà Nazareth, la basilica dell’ Annunciazione, i luoghi della giovinezza di Maria e Betlemme. I pellegrinaggi dei Cristiani in Israele contribuiscono per quasi il 70% del mercato del turismo israeliano per cui sono preparati con molta cura.
Dopo il viaggio aereo per raggiungere la Terra Santa, gli spostamenti sono quasi sempre fatti a bordo di pullman molto ben organizzati e con tappe non troppo lunghe
A questi itinerari si possono anche aggiungere delle visite e delle esperienze particolari, come quelle che si possono fare soggiornando in una antica casa ebraica in cui è mostrato ai turisti il modo di vivere che gli ebrei avevano ai tempi di Gesù Cristo oppure passando qualche giono in uno dei caratteristici Kibbutz, le fattorie modello abitate da comunità di coloni diventate famose in tutto il mondo perchè sono riuscite a strappare al deserto dei vasti appezzamenti di terra coltivabile e hanno inventato metodi di coltivazione così produttivi da poter considerare i Kibbutz alla base della rivoluzione agricola, seconda solo a quella effettuata dai monaci benedettini in Europa nel medioevo.


Vacanza viaggio. Il blog dedicato alle vacanze
Non sono molti anni che Praga, la capitale della Boemia, la bellissima regione della repubblica Ceca, ha scoperto il turismo ma i Mercatini di Natale sono una tradizione che attirano turisti da ogni luogo. Come tutti i mercatini tradizionali organizzati durante l’avvento anche quelli organizzati a Praga sono dedicati soprattutto agli artigiani e ai prodotti locali.
Quando si pensa all’Abruzzo la prima cosa che viene in mente è sicuramente il disastro che l’ha colpito non così tanto tempo fa. C’è un percorso però che esalta ancora tutta la sua bellezza, ed è l’Ippovia del Gran Sasso, ed il tratto più affascinante di esso è certamente quello dei borghi di Castel del Monte, Calascio e Santo Stefano, che sono tutti in provincia dell’Aquila. In tutto il percorso è lungo circa 30km, e non è assolutamente fuori dal comune incontrare sulla propria strada dei greggi di pecore. Proseguendo per il percorso ci si rende conto che ciò che predomina è sicuramente il tenore di vita dei pastori e le caratteristiche del loro ambiente, come si può vedere anche dalla tipologia di vegetazione presente in base alle varie zone del percorso. Questo percorso si può fare sia a piedi che a cavallo però bisogna stare molto attenti che la segnaletica non è poi così completa quindi è sempre meglio avere a portata di mano una mappa oppure essere sempre affiancati da una guida esperta. Passando per tutti i borghi del percorso è possibile vedere sin da lontano il profilo storico di ognuno di essi, ci sono anche castelli e resti di chiese facilmente accessibili ai turisti anche se in alcuni casi sono addirittura abbandonati. Terminato il percorso a Santo Stefano che aveva una bellissima torre circolare, si può passare al secondo itinerario. Infatti, è possibile fare il percorso ciclabile del Lago di Scanno, partendo dalla zona più frequentata dai turisti e cioè quella della chiesa dell’Annunziata, in alcuni tratti di esso però è necessario l’attraversamento stradale ma può essere comunque percorso anche a piedi da tutti gli amanti del trekking. Arrivati al complesso di Villalago si nota subito il simbolo, la torre medievale e che le case si affacciano direttamente sulla valle del Sagittario; per quanto riguarda il ritorno invece si può anche percorrere la strada con viabilità ordinaria visto che è poco frequentata passando poi per il vero e proprio centro storico di Scanno. Il borgo in pietra crea sicuramente un’atmosfera molto suggestiva, con fontane, loggette, archi e scalinate, ci sono poi anche molti palazzi nobiliari con diversi stemmi e fregi che testimoniano la ricchezza artistica di questo piccolo paese. La cosa migliore per questo tipo di itinerari e viaggi è partire sempre organizzati soprattutto se non si è mai percorsa una bellissima pista ciclabile immersa nella natura!
Quando si pensa al Lazio la prima città che viene in mente è sicuramente Roma, ma questo però non significa che non ci siano altre fantastiche bellezze da vedere nelle altre città. Parlando ad esempio di Latina, è possibile fare due tipi di itinerari per tutti coloro che amano camminare in mezzo alla natura ed esplorarla palmo a palmo: il primo, è uno dei rarissimi itinerari che è possibile fare in auto e riguarda principalmente il percorso fatto dai pastori transumanti; si inizia dal Museo Naturalistico del Parco Nazionale del Circeo, doe si possono conoscere flora e fauna protette e su richiesta si può anche vedere un video sulla transumanza. Proseguendo per la Piscina della Verdesca è possibile osservare le grandissime querce che hanno le radici all’interno dell’acqua oltre ovviamente alle tante varietà di animali che la popolano. Proseguendo per l’itinerario si arriva a Campo Soriano che oggi è una riserva, in più è possibile intraprendere un sentiero escursionistico per fare una passeggiata all’ombra della natura. Il secondo itinerario invece è di tipo ciclistico, e percorre la zona di Terracina fino ad arrivare all’abbazia di Fossanova. Parlando invece di un’altra bella città molto spesso maltrattata come Frosinone, si parte da tutto il lavoro che è stato fatto per recuperare la vecchia ferrovia Roma-Fiuggi; il percorso in tutto è lungo 23 km, passa per un’oasi del WWF, e la Riserva Naturale di Canterno. Durante il percorso ciò che si nota subito è certamente il paesaggio panoramico, continuando poi a percorrere tutta la ferrovia si arriva fino a Paliano, e il paese di San Quirico dove sono stati recuperati molti monumenti storici come edifici, chiese; superati i vari centri storici si passa per Piglio si passa per la valle del Sacco e per le case di Acuto. Dopo Acuto si iniziano a vedere i castagni, e continuando a costeggiare tutta la ex Prenestina si arriva fino a Fiuggi e alle sue famosissime terme. Questo secondo itinerario è possibile percorrerlo sia a piedi per i più allenati, che in bici soprattutto nelle belle giornate di sole; lungo il tracciato ovviamente si può anche fare una sosta per mangiare qualcosa della ottima cucina di queste zone oltre ad assaggiare anche il famosissimo vino; sono certamente sconsigliati i mesi caldi per questi itinerari perché sono pochissime le zone d’ombra, è possibil farli anche come gita fuori porta di un giorno in mezzo alla natura! Mete assolutamente perfette!
Ci sono parti della città di Rieti che non vengono quasi mai visitate dai turisti perché sono poche conosciute. La Conca Reatina ad esempio è conosciuta come Valle Santa visto che qui Francesco si è ritirato in preghiera e in contemplazione della natura; per chi è particolarmente interessato ai dintorni della città, c’è proprio il cammino di Francesco che è lungo almeno 64 km. Il cammino è certamente reso spettacolare dalla natura circostante e i bellissimi luoghi di culto, si alternano strade asfaltate, percorsi tra i boschi e mulattiere panoramiche. Si parte dalla ferrovia di Rieti, ma per evitare di percorrere una strada monotona è meglio percorrere il lato Sud della Conca salendo poi fino al santuario di Fonte Colombo preceduto da diverse cappelle e dominato da immensi lecci. Si passa poi per il paese di Greccio con l’omonimo santuario, si può arrivare fino alla ferrovia del paese che attraverso il treno che riporta sino a Rieti. Per chi invece preferisce continuare a piedi deve passare vicino a campi coltivati e casolari, e poi attraversare per la Riserva Naturale. Vale la pena fare una sosta a Poggio Bustone, dove si trova il santuario con la chiesa dedicata a San Giacomo; scesi da qui si arriva a Cantalice borgo che si risale attraverso una lunghissima scalinata. Si continua il percorso passando per una panoramica che domina la campagna fino ad arrivare in una valle boscosa che conduce al Santuario della Foresta che è poi l’ultima tappa francescana vicino alle porte di Rieti. E’ molto importante Rieti visto che San Francesco vi ha soggiornato a lungo a causa di un’operazione e dove si dice che dettò ad uno dei suoi confratelli il Cantico delle Creature. Anticamente in questa zona c’era un grande lago dal quale emergevano diverse isole, già i romani però si adoperarono per prosciugare questo lago rompendo lo sbarramento che manteneva l’acqua in quella zona. Questo itinerario molto lungo è sicuramente molto adatto per coloro che amano il trekking immerso nella natura, per una vacanza all’insegna dell’avventura e dell’imprevisto. Al vero e proprio centro di Rieti invece si può visitare il Museo Civico al prezzo davvero incredibile di 1 euro per quanto riguarda la sezione artistica e lo stesso prezzo per la sezione archeologica; chiese stupende da visitare, una città che troppo spesso viene trascurata dai turisti dove però si può godere di una favolosa natura che si deve assolutamente fotografare!
Immersi nella natura della Valnerina è possibile vedere nonostante sia in corso il recupero la vecchia ferrovia Spoleto-Norcia. La ferrovia è sempre stata un passo avanti in questa regione infatti già dal 1902 erano viaggiavano i treni in vapore. I lavori che sono iniziati già da qualche anno per mettere in sicurezza la zona che era della ferrovia, verranno recuperate anche diverse stazioni per uso pubblico. La vecchia stazione però è stata adibita a museo permanente ma anche un centro d’informazione; in alcune occasioni particolari però è possibile anche partire da qui con una carrozza con cavalli per i primi km del tragitto. Il resto del percorso invece deve essere fatto con un grande spirito d’avventura magari in sella alla propria bicicletta; la galleria di valico è certamente il tratto più spettacolare del percorso, e molto suggestivo è il punto in cui lo sbocco della galleria avviene alla base di un pilone dell’acquedotto. Il paesaggio vegetale più bello è quello che si trova vicino al fiume Nera, e si può anche praticare il rafting; il Castello San Felice ha una chiesa che è stimata la più interessante del romanico spoletino. Alla fine si giunge poi a Balza Tagliata dove c’è un sentiero tra l’erba, mentre nella valle del Corno c’è un varco scavato fra le rocce calcaree. Per quanto riguarda invece il secondo itinerario la caratteristica della pista ciclabile è la sua vicinanza al fiume, partendo dalla diga di Arezzo che non è la città toscana. I legami con l’antica Flaminia sono testimoniati da piccoli edifici di culto o monumenti funerari; le fonti del Clitunno invece sono molto celebri e sono non molto distanti dalla pista ciclabile. La pista che passa lungo il fiume Teverone arriva quasi vicino al centro di Bevagna, testimonia il grande lavoro di bonifica che è stato fatto dalle autorità visto che per la maggior parte questa zona era molto paludosa. Anche se sentono l’influsso della modernità, favorito dalle vicine vie di comunicazione, i casali sono ancora con le caratteristiche tipiche di questi luoghi. Ma c’è anche un terzo itinerario è il sentiero degli Ulivi che parte da Spoleto, passando per i centri storici di Trevi e Spello, si può fare interamente a piedi in 5 giorni, e unisce tra di loro anche tutti i borghi che si trovano lungo la valle. Bisogna sempre ricordare che questi itinerari sono perfetti da percorrere non solo a piedi ma anche con la propria bici quando è possibile!
La bellezza della regione Marche non sta nelle classiche mete turistiche che vengono sempre visitate ma bensì nei luoghi nascosti dove solo in pochissimi si recano. Questo particolare itinerario parte dalla Chiesa di Sant’Anna del Furlo, dove il Furlo è una bellissima gola che interrompe la moltitudine di colline che si trovano in questa zona. Il paesaggio è davvero molto suggestivo sino ad arrivare al Barco, scendendo per il ponte dei saltelli si nota subito che le rocce calcaree sono state levigate proprio dall’azione del fiume. Proseguendo poi lungo il fiume è possibile arrivare fino a Fossombrone, cittadina di origini romana, ha il centro storico di stampo medievale, ricco di bellissimi palazzi rinascimentali e chiese. Presso gli scavi archeologici di San Martino del Piano si arriva poi all’ingresso di un’area di cava, e si arriva in un punto in cui si può passare all’altra sponda del fiume perché l’acqua è bassa solamente 10 cm. Questo è un itinerario che può essere tranquillamente fatto anche in bici da chi ama il turismo a contatto con la natura e copre le province di Pesaro ed Urbino. Nella provincia di Ancona invece, il fiume Esino è un grande protagonista, e forma anche la cosiddetta Vallesina, il sentiero che la percorre non manca certo di attrattive: si trovano molte specie vegetali ad esempio intorno ad un piccolo laghetto popolato di ranocchie; poi durante il percorso si incontrano canneti e diverse specie di animali. Arrivati al ponte di Chiaravalle si lascia il fiume, si passa per la Manifattura Tabacchi che ha ben 250 anni di storia ed era un piccolo vantaggio indipendente rispetto all’Abbazia adiacente. Dopo l’impianto industriale poi è possibile percorrere il sentiero che è una vera e propria pista ciclabile, passato il laghetto Sbacco si arriva fino alle vecchie case di Rocca Priora. Per chi invece ama i Parchi Naturali può decidere di passare per l’itinerario che attraversa quello del Conero, durante il quale la vegetazione cambia in base ai microclimi che si trovano nelle varie zone di questo parco; una piccola deviazione la merita sicuramente la grotta del Mortarolo dove sia l’uomo che la natura hanno contribuito a forgiarla nella roccia nel corso degli anni. L’area di Portonovo invece è possibile ammirarla dall’alto in tutta la sua bellezza, ambiente perfetto per molte specie di uccelli. Questo tipo di percorso anche se più lungo del primo è certamente molto indicato per chi ama il trekking!
Chi penserebbe mai a visitare la Mongolia? Pochissime persone infatti sono poco attratti da questo stato che è in grado di riservare moltissime sorprese. Lo sciamano è la personalità più caratteristica di questi luoghi, persone vestite in modo molto particolare che sono in grado anche di predire il futuro. Il reddito annuo di coloro che la abitano è davvero molto basso nonostante sia uno stato ricco di giacimenti di rame e di oro; se si vuole visitare la Mongolia per capire la grande povertà che la colpisce non si deve andare nei bei centri turistici ma piuttosto girare per le strade della città e vedere che ci sono anche dei bambini che dormono per strada perché non hanno posto dove andare. La maggior parte dello stato è abitata ancora da pastori nomadi che si spostano alla ricerca di nuovi spazi verdi e corsi d’acqua, i centri abitati sono caratterizzati dalla loro povertà e bruttezza di stampo prettamente sovietico. Un inverno molto rigido nella maggior parte dei casi sterminano tutti gli animali, e poi i pastori si ammassano vicino alla città per trovare un posto di lavoro che alla fine non riusciranno a trovare. Un nuovissimo orizzonte di riferimento è stato poi creato nel momento in cui si è deciso di inventare un nuovo concetto di vita moderna; grazie a questo si sta sviluppando anche il mondo della musica mongolo esaltando una scena musicale hip hop e rap, generi che nel periodo sovietico era vietato anche nominare. Ulan Bator è il centro di questo continente povero dove si sviluppa anche una piccola borsa che però ha i migliori risultati su scala mondiale rispetto alle altre. Si deve essere consapevoli del fatto però che non ci sono voli diretti per raggiungere la Mongolia, che è caratterizzata non solo dalla povertà ma anche da forme di arte locale inserite in un contesto molto recente, si deve per forza fare scala a Mosca, Pechino, o Francoforte; si può arrivare anche in treno con la ferrovia molto lenta che collega tra loro Mosca e Pechino, per entrare in Mongolia inoltre è necessario un visto dalla durata di 30 giorni con il costo di 55 euro e si può richiedere nel consolato onorario di Mongolia in Italia. C’è la possibilità di fare non solo dei tour di gruppo, ma ci si può anche affidare alle guide locali per far guadagnare qualcosa anche a loro, in questo modo si potranno visitare i luoghi più caratteristici grazie alla guida del posto.










