Gerace come Circe: il loro nome vuol dire sparviero, in greco antico. è davvero, a colpo d’occhio, al salire quelle strade erte verso il silenzio del suo cuore antico, l’impressione è quella d’ascendere a un nido alto sui venti: “è una città costruita su una montagna inaccessibile”, scriveva l’abate Saint-Non nel 1783. Fondata dai locresi nel 915, dopo che i saraceni avevano distrutto Locri, la città, roccaforte in Calabria della civiltà bizantina, fu più volte messa a sacco nel corso della storia.
Ciò non le impedì di svilupparsi secondo un suggestivo disegno, con i borghi l’uno sull’altro a cono, ciascuno difeso da un possente e ben visibile antemurale, sicché risalendone le strade, dall’antico e suggestivo quartiere dei vasai sino alla rocca, pare quasi di risalire la montagna del Purgatorio Dantesco, e goni strada conduce a quella che resta la più grande, imponente, solenne chiesa della Calabria: la nuda e severa cattedrale di S. Maria Assunta, più volte danneggiata dai terremoti, sempre ricostruita rispettando l’armonia delle sue forme. Ma la sorpresa maggiore, quella che più di ogni altra si imprimerà nella vostra memoria, è, strapiombante nel nulla, il verde prato della spianata del baglio, e oltre, isolate da profondi carpacci, avvolte nel silenzio, le rovine dell’antico castello.


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Il suo secolo d’oro fu senz’altro il Cinquecento, quando vennero edificati palazzi e monumenti, opere del grande architetto Andrea Palladio e dei suoi discepoli. Oggi i 39 edifici religiosi, civili, pubblici e privati di quel periodo sono patrimonio dell’umanità dell’Unesco. La città incantò anche Goethe. Il poeta tedesco durante il suo viaggio in Italia alla fine del Settecento si fermò a Vicenza e si innamorò della sua magnificenza e della bellezza delle sue opere architettoniche.
Il territorio vicentino offre anche delle prelibatezze per il palato: le ciliegie di Marostica, gli asparagi bianchi del Bassanese, le uve e le olive impiegate per ottimi oli e vini, senza contare la sopressa, la carne d’oca sotto grasso e il celebre Asiago. Ma il tipico piatto di Vicenza, che non potete perdere, è il baccalà: merluzzo essiccato accompagnato dalla polenta.
Ci sono paesi in Italia dove durante tutto il corso dell’anno sembra non accadere davvero nullo: la vita trascorre sonnacchiosa, il bar in piazza è l’unico luogo di ritrovo per giovani e anziani, non ci sono cinema né tanto meno teatri. Eppure, almeno per un giorno, le strade e i balconi vengono addobbati a festa, in piazza ci sono le bancarelle, una grande eccitazione pervade gli abitanti, addirittura dai paesi vicini aggluiscono migliaia di visitatori: è la festa del Santo patrono della città. In molti casi, queste celebrazioni religiose con aspetti anche di sagra di paese, assumono poi il carattere di veri e propri fenomeni specifici ed autonomi di teatro popolare collegati a momenti rituali (celebrazioni in onore della Madonna e dei Santi, festività pasquali o natalizie). Tra queste forme religiose spettacolari, spesso di origine medievale, sono particolarmente diffuse le “Passioni”, processioni drammatiche che si svolgono durante la settimana di Pasqua e rievocano vari episodi della passione e della morte di Cristo, interpretati da personaggi viventi o da statue. A differenza delle cerimonie mariane, diffuse in modo abbastanza omogeneo in tutto il paese, le sacre rappresentazioni hanno una distribuzione geografica soprattutto nelle regioni centro- meridionali, a conferma di una devozione popolare che affonda le sue radici in una matrice sociale contadina.
Non solo palme e spiagge bianche Siracusa può essere una meta ambita anche per un weekend romantico all’insegna della cultura in qualsiasi periodo. Questo è il momento giusto per tuffarsi negli splendori del baracco e del gusto. Per Cicerone, che la visitò nel I secolo a.C., Siracusa era la città più bella del mondo. La spettacolare zona archeologica gli dà ancora ragione: il Teatro greco, l’Anfiteatro, secondo per grandezza solo a quelli di Roma e Verona, dove lottavano gladiatori e belve feroci, l’ara di Ierone. Piazza del Duomo di notte, nel silenzio e nella solitudine. E lo splendore barocco davvero emoziona, con il palazzo Beneventano del Bosco, il palazzo del senato, la meraviglia della cattedrale costruita sui resti di un tempio dorico che risale al V secolo a.C., e l’Arcivescovado. Indimenticabile . Il misterioso miqweh, il più antico bagno di purificazione ebraico d’Europa. È a 18 metri di profondità e si raggiunge con una ripida rampa di scale.
Tutta l’Italia è una vasta, stupendo, patrimonio dell’umanità. Dalle Dolomiti alla Sardegna. Ogni tanto però nasce un problema qualcuno di questi capolavori del passato si stanca e crolla, col passare del tempo si danneggia e si frana. Di conseguenza quella statua antichissima, o quel muro costruito dai nostri avi, diventa la vergogna italiana. Questo breve “cappello” è per dirvi che a Pompei il 6 novembre 2010 la Schola Armaturum Juventis Pompeiani si è sbriciolata.
Se non si hanno a disposizione molti giorni di vacanza per compiere viaggi più lunghi o soggiorni prolungati, un’alternativa interessante per un viaggio last minute può essere quella di esplorare i dintorni del Lago Maggiore.
Ferrovia ha ormai un secolo di vita, infatti il primo tratto (da Tirano a Poschiavo) è stato inaugurato nel 1908. Con un percorso ad alta quota a dir poco spettacolare e mozzafiato supera appunto il valico del Passo Bernina per arrivare nella più nota località turistica del Cantone Grigioni, St. Moritz. È entrata nel luglio 2008 nel Patrimonio Mondiale UNESCO.











