Oro e caffè a Viterbo

New York Metropolitan Museum Gioielli 150x150 Oro e caffè a ViterboA Tarquinia la bottega Auri Antiqua crea splendidi gioielli ispirati all’arte etrusca. Alcuni oggetti vengono realizzati  utilizzando lamine e fili sottilissimi. Le parti che compongono questi gioielli vengono assemblate utilizzando un forno moderno che sostituisce il forno in argilla utilizzato dagli antichi maestri. Tutte le opere sono in oro 22 kt completamente realizzate a mano e decorate attraverso granulazione, tecnica che utilizza una quantità di piccolissimi grani di oro colati in disegni geometrici, profili o forme estese per creare figure o contornarle, e la filigrana, che impiega fili ritorti e treccini per costituire leggeri motivi di decorazione.

Tramite un efficace procedimento nel forno con sali di rame, il materiale viene saldato in modo pulito e sicuro. La produzione è molto varia: collane, orecchini, bracciali, pendenti realizzati in oro e pietre preziose ma anche corniole, cristalli e altri materiali.

Tarquinia Palazzo Vitelleschi interno 150x150 Oro e caffè a ViterboDato che siete in città no dovete perdere la visita al Museo Nazionale Tarquiniese, museo che raccoglie tutti i manufatti etruschi rivenuti nella città grazie ai numerosi scavi effettuati nel sottosuolo,  e del Palazzo Vitelleschi, capolavoro architettonico del periodo rinascimentale in stile gotico e catalano.

A Soriano nel Cimino l’azienda Lini produce caffè dal 1979 distinguendosi per la qualità dei suoi prodotti. La selezione delle migliori qualità di caffè verde e una sapiente tostatura conferiscono alle miscele Lini un gusto e un aroma inconfondibili. L’azienda ha scelto di non inserirsi nei grandi circuiti pubblicitari per favorire la qualità del suo prodotto il cui gusto soddisfa completamente quelli che amano un ottimo caffè.

Frosinone, la città per i golosi!

A Frosinone una ricca tradizione dociambella con yogurt e mele L 11 300x255 Frosinone, la città per i golosi!lciaria è condivisa da molti artigiani che da anni si dedicano alla produzione di specialità gustose e genuine. La ditta Antichi Sapori prepara le tipiche caimbellette al vino rosso, le ciambelle alla pasta frolla, le ciambelle scottolate e le lessatele oltre a crostate alla confettura e un soffice pan di spagna. Una delle specialità più rinomate di questo forno a conduzione familiare sono però gli amaretti ciociari, a base di mandorle amare e dolci, zucchero e albume fresco. Prodotti genuini e di tradizione  sono offerti anche dalla ditta Fiorinpasta che, accanto alla produzione di pasta fresca, si dedica dagli anni settata alla preparazione di dolci tipici come croccanti a base di mandorle e nocciole, ciambelle al vino, amaretti, fiori di cocco, zucchero e pinoli, e i famosi “brutti m buoni”, preparati con mandorle dolci e nocciole. Ciò che ha caratterizzato questa azienda sin dall’inizio è stata l’attenta selezione delle materie prime utilizzate, secondo l’entusiasta parere dei proprietari, sono le migliori esistenti sul mercato.

Ancora un indirizzo prezioso per i golosi è la gelateria Omargel di Frosinone, dove il gelato viene preparato artigianalmente utilizzando ingredienti naturali e di stagione. La cura nella realizzazione e la varietà di gusti offerti da questa ottima gelateria hanno fatto conoscere nel Lazio questo produttore che sta aprendo nuove sedi a Roma e Latina. Per tutti i golosi sono tutti appuntamenti da non perdere!

“I sentieri dei faggi”, itinerario negli Appenini

Bosco faggi 300x225 I sentieri dei faggi, itinerario negli AppeniniNon tutti gli appassionati di trekking conoscono questo itinerario che, tra piani carsici e folte faggete, i un continuo variare di ambienti e paesaggi, si snoda a quando si è in vista del Tirreno, lungo un percorso che, nell’interezza, impegna per tre giorni di camminata intensa. Venne tracciato, nei primi anni ottanta, a cura della Regione Lazio, per favorire una migliore conoscenza dei favolosi ambienti appenninici: una variante tutta da scoprire rispetto alle numerose Alte vie Alpine. Dal paese di Segni (650 metri) si sale al monte Lupone, da qui si scende a Campo di Montelanico da dove una lenta traversata conduce al passo della Fota e ai 1412 m del monte Capreo.

Un percorso di cresta che richiede una certa esperienza, scende all’aperto pianoro noto come Pian della Faggetta, dove , dopo sette ore e passa di marcia, ha termine la prima tappa. Da qui, toccata la cima del Semprevisa, si scende ai 1198 metri  del Piano dell’Erdigheta, quindi alla Cona di Selvpiana, e all’Acqua del Carpino, meta conclusiva del secondo giorno, dopo sei ore circa di cammino. È attraverso un ombrosa faggeta che si raggiunge, il mattino successivo, il Monte Malaina, toccando per un suggestivo percorso di cresta, la fonte di San Marinoe il paese di Gorga, meta conclusiva dopo 5 ore di buon passo. Numerosa ovviamente le varianti, le diramazioni e le scorciatoie.

Itinerario nel Lazio

223 sabaudia 1174759077 150x150 Itinerario nel LazioLe vacanze di Pasqua sono il momento perfetto per viaggiare qualche giorno e conoscere città, scoprire culture, assaggiare cibi nuovi e respirare atmosfere nuove e intese.

Ecco che per voi è propongo un bellissimo itinerario di viaggio in Lazio.

Partiamo con il nostro viaggio da Sabaudia, una piacevole località di villeggiatura balneare, qui potrete fare escursioni nel Parco Nazionale del Circeo, visitare la bellissima baia d’Argento a 7,5 km di distanza e le fonti di Lucullo. Per gli amanti della storia dell’arte potrete fermarvi a Ss. Annunziata, famosa per i suoi mosaici,  al Museo Emilio Greco e Museo del Parco Nazionale del Circeo, per scoprire i segreti della natura.

Giungiamo poi a San Felice Circeo dove potrete ammirare la Torre dei templari e il bel centro storico, o immergervi nella natura con escursioni nel monte Circeo, a 4km da qui; all’acropoli di Circeii a 2,5 km; al faro di torre Cervia ed infine alla grotta della bellissima maga Circe che catturò Ulisse.

Circeo foto5 300x225 Itinerario nel LazioA Terracina si possono fare escursioni a Campo Soriano, a 15 km dal centro della città; potrete  visitate il Duomo, il Museo Civico Archeologico, immergervi nell’antica storia romana tra le rovine e i resti dei monumenti che sono rimasti tuttora, girare e assaggiare qualche piatto tipico nella pittoresca città bassa ed  asoli tre km potrete fare visita al Tempio di Giove Anxur.

Andiamo poi alle Grotte di Pastena dove potrete fare escursioni in entrambe le grotte: la grotta superiori è famosa per la sala dei pipistrelli, la galleria delle Meraviglie, la sala delle colonne e il salone dell’Aquila; la grotta inferiore per il Lago Blu e la sala dell’Occhialone.

Vivere Pasqua nel Lazio

tarquinia9 300x225 Vivere Pasqua nel LazioIl peridio delle vacanze pasquali è un momento vissuto intensamente in tutta Italia con processioni, celebrazioni e molto ancora. Se volete scoprire la bellezza di alcune città del Lazio proprio in questo periodo ecco alcune proposte per voi da non perdere.

Priverno in provincia di Latina il giorno del Venerdì Santo c’è una processione notturna con macchina raffiguranti le stazioni della Via Crucis che vengono portate dagli Spalloni, mentre due penitenti incappucciati trascinano, legata ai piedi scalzi, una pesante catena davanti alla bara del Cristo morto.

s.maria sezze 150x150 Vivere Pasqua nel LazioA Sezze in provincia di Latina la sera del Venerdì Santo viene sceneggiata la Sacra rappresentazione in circa 40 quadri e animata da oltre mille personaggi in costume. I ruoli, acquisiti per tradizione, si tramandano da una generazione all’altra.

A Tarquinia la domenica di Pasqua sedici giovani trasportano di corsa la macchina su cui poggia la statua del Cristo seguita e preceduta da altri gruppi di persone. Al termine della processione del Cristo risorto la statua viene fatta girare su se stessa perché possa benedire la folla.

A Bassiano la notte prima di Pasqua ha luogo, alla luce di innumerevoli fiaccole, la Veglia dell’Angelus, una solenne processione a cui segue l’accensione di grandi falò per illuminare i festeggiamenti con balli, canti, e cibi cotti sulla brace. Siamo in provincia di Latina

La Villa di Adriano a Tivoli

“La villa era la conclusione dei miei viaggi, l’ultimo accampamento del nomade, l’equivalente in marmo  delle tende da campo e dei padiglioni dei principi asiatici… Ogni pietra rappresentava il singolare concentrarsi d’una volontà, d’una memoria, a volte d’una sfida. Ogni edificio era la pianta d’un sogno”. Con queste parole, nelle Memorie di news07VillaAdriana 300x196 La Villa di Adriano a TivoliAdriano, Marguerite Yourcenar fa descrivere all’imperatore la villa costruita a Tivoli, quasi una città ideale, riassunto dei luoghi che più si erano impressi nel suo animo nel corso dei lunghi e continui viaggi che aveva compiuto attraverso tutte le provincie dell’impero.

Ancora oggi, infatti, le imponenti e ben conservate rovine disegnano ai nostri occhi lo scheletro del più grande e  articolato complesso architettonico giunto a noi da quelle età lontane: ma con le rovine interagisce il paesaggio, uno scenario naturale addolcito da querce, ulivi e cipressi che ne sottolineano la cifra mediterranea.

VILLA ADRIANA1 La Villa di Adriano a TivoliSe un plastico all’ingresso ricostruisce la complessa e grandiosa struttura originaria, nulla può più rendere lo splendore cromatico dei marmi, questa ossessione della civiltà romana che doveva farne all’epoca una suntuosa silloge delle più rare e delle più preziose dell’impero: il giallo antico di Numidia e il pavonazzo di Frigia, il marmo di Calcide rosso e nero, il marmo aranciato di Chio e il porfido verde lacedemone.

Il grande complesso archeologico, piuttosto ben conservato, offre al visitatore un duplice itinerario: il primo si snoda lungo le muraglione che delimita il Pecile, grande piazza con una piscina, seguono le acque ferme di Ninfeo, protette da ulivi secolari, e le grandiose rovine delle terme; il secondo itinerario invita il visitatore a inoltrarsi nel palazzo imperiale vero e proprio.

Il parco dei mostri a Bomarzo

bomarzo parco dei mostri 12 orco 300x199 Il parco dei mostri a Bomarzo“Voi che al mando agite errando, vaghi di veder meraviglie alte e stupende, venite qua, dove son facce orrende, elefanti, leoni, orsi orchi e draghi.

E l’iscrizione incisa nella pietra mantiene quanto promette: ecco tra le radici degli alberi, verdi di muschio, affiorare i volti deformi di giganti camusi, ecco improvvisi, avvolti nelle lotta, i corpi di un cane e di un drago; ecco un elefante da combattimento, catafratto come un antico guerriero, afferrare con la proboscide un soldato nemico; ecco un mostro marino nascere da una roccia e un mostro infernale sorgere dal terreno; ecco, inquietante nella sua immobilità, un’enorme testuggine; ecco una casa sbilenca, aperta a ogni vento, nelle cui stanze disassate si cammina più instabili che in una nave in balìa delle onde; ecco, infine, la bocca spalancata dell’orco, contornata dalla scritta “Ogni pensiero vola” e occupata da panche di pietra.

parco dei mostri 199x300 Il parco dei mostri a BomarzoSiamo nel Bosco Sacro. Con questo nome era anticamente noto il bizzarro parco, che, dimenticato per secoli, fu riportato alla vita e alla fama dopo la seconda guerra mondiale. E se Bomarzo, in bella posizione panoramica sulla costa di un colle, può vantare il notevole palazzo Orsini, edificato dal Vignola là dove sorgeva l’antica rocca, e una piccola ma interessante raccolta etrusca, qui si viene per il Parco dei Mostri, sogno grottesco elaborato sul finire del Rinascimento. Si lascia l’automobile nell’ampio parcheggio, si entra tra gli alberi e subitosi incontra una sfinge di pietra con la scritta “Tu ch’entri qua pon mente parte a parte e dimmi poi se tante meraviglie sien fatte per inganno o pur per arte”.

Tarquinia, lo splendore degli etruschi

necropoli etrusca Tarquinia Tarquinia, lo splendore degli etruschiAffascinato dai luoghi delle civiltà degli antichi etruschi, D.H Lawrence ebbe da scrivere che, di questo popolo, le città dei vivi scomparvero come fiori, ma le città dei morti, sotterranee rimasero come bulbi. Di queste conturbanti necropoli, Tarquinia è una delle esperienze più coinvolgenti. L’antica Tarchna, infatti, fu uno dei più raffinati centri di cultura e commercio fra le città etrusche. La tradizione ne attribuisce la fondazione a Tarconte, inventore dell’aruspicina, l’arte di trarre predizioni future osservando le viscere degli animali. Tarquinia raggiunse lo splendore nel VII secolo a.C. dove conobbe la cultura greca come si vede dai bellissimi reperti ritrovati.

Tarquinia Tomb of the Leopards 300x219 Tarquinia, lo splendore degli etruschiFu proprio i modello greco a influenzare la nascita della pittura sacrale che rende unica questa necropoli. Se il Museo Archeologico di Tarquinia, superbamente allocato del quattrocentesco palazzo Vitelleschi, dona al visitatore l’emozione di una statuaria bellezza resa ancora più realistica dalla terracotta  e culminante nella coppia di cavalli alati dell’ara della Regina, le tombe, con il loro, ricco, vario e vivido corredo di affreschi, costituiscono una testimonianza allo stesso tempo unica e indimenticabile. La camera più significativa  quella chiamata anche Camera delle Bighe, decorata con scene di musica e danza a sfondo rosso, e quella di Scrofa Nera, con una coppia di cinghiali, uno nero e uno rosso, sul timpano della parete di fondo.

Resteranno certamente alla memoria gli eleganti leopardi della tomba omonima, i guerrieri e gli atleti fieri nella tomba del Guerriero; il padiglione di caccia nella tomba del Cacciatore; la forma perfetta e elegante dei danzatori nella tomba del Triclinio; il letto rosso e giallo della tomba omonima; il banchetto funebre nella tomba della Nave e la più antica con l’agguato a Achille. Tutte queste stanze altre ancora lasceranno impressa nella vostra mente un viaggio nel mondo etrusco davvero indimenticabile.