La Strada dedicata al costruttore di violini più famoso del mondo e che ha i suoi natali nelle terre del cremonese, è lunga 567 km e attraversa ben 115 comuni. Il suo nome è Strada del Gusto Cremonese nella terra di Stradivari. Ci sono più di 90 soci che hanno dato vita a questo consorzio che promuove i cibi e i vini della provincia di Cremona. Fra di essi ci sono enti pubblici, ristoranti, agriturismi, aziende agricole, agenzie viaggio, produttori di formaggi, di salumi di vini e dia ltri alimenti, alberghi e altre strutture ricettive, pasticcerie e negozi di prodotti tipici.
Naturalmente, la Strada del Gusto Cremonese ha sviluppato, come associazione, dei contatti e delle sinergie con le altre associazioni che si occupano di promuovere la provincia cremonese dal punto di vista turistico, culturale e di protezione della tipicità dei prodotti alimentari e di artigianato, e queste sinergie hanno permesso di creare una serie di eventi e di appuntamenti fissi cui non si può mancare di partecipare. Uno di questi appuntamenti fissi è il Festival del Gusto, in cui ll’offetta di buon cibo tipico si coordina un momento musicale, organizzato insieme al Distretto della Musica, che ha come scopo la promozione di uno dei campi economici e artistici più importante della provincia, quello musicale. Il Festival del Gusto inizia a Luglio di solito, così come il Festival del Melone. Quindi bisognerà appuntarsi questi due appuntamenti sull’agenda per non mancarli il prossimo anno. Il prossimo appuntamento sarà per Novembre e comprenderanno una serie di eventi musicali accompagnati da uno dei piatti forti della bassa pianura padana, il Gran Bollito.
Per chi non ha ancora assaggiato questa leccornia si tratta di un piatto di carni pregiate, di diverso tipo, manzo vitello gallina, lingua di vitello, testina e salame da pentola, morbidissime e succose, e cotte a fuoco lento e servite con varie salse, fra cui la salsa verde, un trito di prezzemolo aglio olio di oliva extravergine e acciuga,, e le famose mostarde. Il gran bollito si mangia accompagnandolo con un vino rosso corposo. La Strada del Gusto Cremonese è suddivisa al suo interno da diverse vie: la via del formaggio, la via dolce, la via della mostarda, la via del salame e la via del Biologico. Seguendo queste vie si possono incontrare, comune dopo comune, le aziende produttrici e i ristoranti che forniscono il prodotto della via. Le vie sono collegate fra loro da percorsi ciclabili o carrabili, e li trovate sul sito dedicato alle Vie del Gusto .
Parlando dei Cibi Tipici Cremonesi non si può non dedicare qualche parola alla mostarda di frutta di Cremona che è il fra i prodotti tipici più famosi della provincia. La Mostarda è frutta candita condita con uno sciroppo di zucchero aromatizzato con della senape. Esistono mostarde miste e mostarde monofrutto, e i frutti più utilizzati sono le ciliegie, le pere, i mandaranci, i fichi, le albicocche, le pesche, i meloni, le prugne, i cedri, la zucca e persino l’anguria.Questa leccornia può accompagnare oltre al gran bollito, anche i formaggi e i salumi, il cotechino, il prosciutto cotto, e la cacciagione.
Mentre si organizzano delle gite nei vari agriturismi della strada si possono visitare anche le liuterie che sono ancora attive nel cremasco e il laboratori in cui sono costruiti ancora i violini e gli altri strumenti che hanno legato il nome di Cremona alle famiglie Stradivari, Amati e Guarneri.
Vi sono poi dei week end già organizzati dall’associazione Strada del Gusto Cremonese, che si svolgeranno fino al prossimo dicembre, e che si avvale della collaborazione con Misura 313 che si occupa di incentivare le attività turistiche, e della regione Lombardia.
Ogni week end comprende la visita guidata alla città di Crema, la sistemazione nelle strutture della strada, cene e pranzi e la partecipazione ai vari eventi che si trovano nella zona. Il costo medio per ogni week end è di 100 euro a persona. L’ultimo appuntamento, a dicembre, sarà un tour fra i formaggi della Valpadana, ma ogni settimana si potrà partecipare a eventi musicali, culturali artistici e gastronomici. Per avere i programmi dettagliati di goni week end si può contattare l’ Associazione Strada del Gusto Cremonese oppure l’ Associazione delle Guide Turistiche Locali, “Il Ghirlo”.


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Abbiamo già parlato di una delle strade dei sapori e dei vini di Lombardia ora è il momento di parlare degli altri 12 percorsi che completano il circuito enogastronomico della Lombardia, provincia per provincia. Per quanto strano possa sembrare a chi pensa alla provincia di Milano come al regno degli affari e della tecnologia, questa è una delle provincie più ricche di tradizione culinaria, anche se c’è ancora molto da recuperare in celebrità rispetto a realtà come quella Pavese e Bergamasca. La strada protetta e segnalata per ora è una sola ed è condivisa con la provincia di Lodi, ma copre ben 60 chilometri coinvolgendo 65 comuni.
Ci sono 12 itinerari in Lombardia che bisogna assolutamente seguire. Sono le strade dei vini e dei sapori di Lombardia. Si tratta di strade fisiche, che si snodano fra cantine, osterie e aziende di produzione di formaggi , salumi e altre ghiottonerie tipiche della Lombardia. Sono strade che ricordano le bricioline di pane gettate da Hansel e Gretel sul terreno del bosco per segnare la strada da fare per tornare a casa senza perdersi. No, non vi sto dicendo che una volta che avrete percorso tutta la strada dei vini di Lombardia avrete bisogno di aiuto per ritrovare la strada di casa. Se saprete limitarvi e non sarete ingordi non ne avrete bisogno. Però vi sto dicendo che queste sono le strade che vi aiuteranno a tornare a casa, a ricordare l’infanzia e che, ad ogni assaggio, vi faranno tornare alla mente un episodio, un volto, una voce che credevate di aver dimenticato e, passo dopo passo, ritroverete la vostra casa.
Il castello di Varzi è un maniero millenario che si trova in uno dei luoghi del turismo giornaliero più amati da chi vive di solito nelle città della Lombardia. Da quando si è cominciato ad organizzare anche il turismo enogastronimico mettendo in rete fra loro gli agriturismi, le aziende di produzione, e promuovendo i marchi dop e doc e quelli dei cibi tipici locali, si possono inserire agevolmente fra le mete turistiche anche quei luoghi che sono famosi per le gite giornaliere o domenicali che si fanno per fare la spesa o per procurarsi una scorta di certi cibi. L’arrivo domenicale di tante persone ha permesso di promuovere anche luoghi che normalmente sono sconosciuti ai più permettendo di creare una piccola branca economica legata proprio al turismo domenicale, come l’organizzazione delle visite ai numerosissimi castelli o chiese, la manutenzione e la segnalazione dei sentieri, l’organizzazione delle sagre e la riscoperta delle antiche tradizioni e della storia locale.
Parlare di una città come Monza dal punto di vista turistico e storico è una grande impresa, tali e tanti sono stati gli avvenimenti storici che l’hanno vista protagonista e tali sono in monumenti i palazzi e le opere d’arte che la adornano. Monza ha una storia antichissima, ed è abitata sin dai tempi della preistoria ma il periodo più fastoso lo ha vissuto quando fu capitale del regno longobardo. Ed infatti a Monza si possono ammirare ancora moltissimi resti di qeulla splendida cività e non sono ultime le chiese fatte costruire dalla regina Teodolinda, la prima longobarda a convertirsi al cattolicesimo. Per una descrizione della bellezze di Monza si può partire dal Duomo dedicato a San Giovanni Battista.
Dove il fiume Lambro sfocia nel Po, pochi chilometri dopo aver lasciato Milano, si è creata una piccola penisola che coincide con il comune di Chignolo Po. Il Lambro, fin dal punto in cui arriva a Milano è stato incanalato, le sue acque deviate e il suo corso controllato. Il percorso cittadino del fiume è stato deviato per riempire il fossato del Castello Sforzesco e lo scolmatore che riportava le acque nel suo corso naturale, ricostruito completamente artificialmente. Anche il modo in cui il Lambro entra nel Po non è naturale. L foce non è dove la natura aveva deciso che doveva essere, ma è stata spostata dall’uomo. Queste grandi opere di progettazione ed ingegneria idraulica sono stati compiuti nel medioevo e lo stesso Leonardo da Vinci, quando ha progettato il sistema di chiuse dei Navigli e dei corsi d’acqua milanesi, ha lavorato su opere già costruite da geni che lo avevano preceduto. Anche il corso del Lambro, in questa parte della provincia di Pavia che confina con la provincia di Milano, ha goduto delle attenzioni del genio di Leonardo da Vinci, nel periodo che l’artista fiorentino ha passato a Milano, ospite dei Visconti.
Uscendo da Milano per correndo la strada che da Chiaravalle porta verso e San giuliano milanese e Cologno si trova un’altra delle abazie che hanno fatto al storia dell’ agricoltura Lombarda. I monaci che fondarono l’abazia trecentesca di Viboldone sono dell’ordine degli Umiliati e sono stati in grado, come anche gli altri monaci delle grandi abazie insubri,di trasformare dei terreni appena abbandonati dalle acque paludose dell’antico Mar Gerundo, in terreni fertili coltivati a marcita.
Mantova è fra le più belle città della pianura padana. E’ una città romantica, dalle origini antichissime, costruita dai celti delle paludi e dagli etruschi della confederazione delle città padane prima ancora della nascita di Roma.










