Abbiamo già parlato di una delle strade dei sapori e dei vini di Lombardia ora è il momento di parlare degli altri 12 percorsi che completano il circuito enogastronomico della Lombardia, provincia per provincia. Per quanto strano possa sembrare a chi pensa alla provincia di Milano come al regno degli affari e della tecnologia, questa è una delle provincie più ricche di tradizione culinaria, anche se c’è ancora molto da recuperare in celebrità rispetto a realtà come quella Pavese e Bergamasca. La strada protetta e segnalata per ora è una sola ed è condivisa con la provincia di Lodi, ma copre ben 60 chilometri coinvolgendo 65 comuni.
La strada è quella segnata dal Strada del Vino San Colombano e dei Sapori Lodigiani . Il San Colombano è un vino rosso Doc. Uno dei pochi vini prodotti nella provincia di Milano. La pianura fu colpita profondamente dalla filossera, che nel secolo scorso attaccò molti dei vigneti della Lombardia. Purtroppo, in molti casi, le qualità di vite andarono perdute prima che si capisse che si potevano innestare i vitigni locali su radici di vite americana, resistente alla filossera, e i contadini , che perlopiù avevano i terreni a mezzadria, preferirono cambiare completamente tipo di coltivazione, DOP aver bruciato ciò che rimaneva delle viti. In questo modo vite e vino scomparirono quasi generalmente da questa parte della pianura padana. Ora le vigne si stanno riprendendo, ma la ricerca dei vitigni è lunga: Il vino di San Colombano al Lambro è un caso di salvataggio, recupero e ripresa della produzione, con l’ottenimento del marchio Doc, più che riuscito.
Non dobbiamo dimenticare però che la provincia di Milano ha dato ai natali ad alcuni cibi che sono conosciuti in tutto il mondo e che la loro produzione è ancora altamente tipica. Stiamo parlando dei panettoni, il dolce natalizio per antonomasia e che è prodotto solo a Milano, oppure del formaggio Gorgonzola, nato e prodotto per l’appunto nell’omonimo paese della provincia di Milano. Non si può iniziare a parlare di sapori e di cibi tipici senza citare per prima cosa questi due casi ora però vediamo quali sono i 65 comuni che compongono questa strada e che cosa hanno di particolare da offrire e che può convincerci a da andare a visitarli per poterli conoscere meglio.
In terra lodigiana il territorio compreso nella strada dei sapori è una striscia larga venti chilometri che percorre la valle fra il il fiume Adda e il fiume Lambro ed è delimitata alla sua fine dal fiume Po. Si tratta di una terra caratterizzata dai lavori di bonifica promossi e attuati dai monaci cistercensi sin dal 1200 e che ha, da allora una vocazione prettamente agricola. Qui si trovano fra le basiliche i conventi e le abazie medievali più belle e antiche.
I comuni della strada che sono più ricchi di opere d’arte e di monumenti storici sono Lodi , Lodi vecchio, Sant’Angelo lodigiano, Senna Lodigiana, Corte Sant’Andrea Casalpusterlengo e Codogno, senza voler togliere nulla agli altri comuni. Il borgo stesso di San Colombano , ad esempio è un grazioso esempio di stile medievale e vi si può visitare il castello di Federico I Barbarossa, ma se si visita San Colombano di sicuro la cosa più interessante è quella di andare per cantine. Un buon elenco delle cantine che producono il San Colombano Dococ, che fanno parte della associazione della strada e che organizzano eventi in cantina con assaggi e spesse cene e pranzi con il vignaiolo, le trovate su l sito internet dedicato alla strada dei vini e dei sapori http://www.lodigianoterrabuona.it/stradasaporilodigiani/ita/LPT000318.asp . Sullo stesso sito si possono trovare anche l’elenco dei ristoranti e degli agriturismi che organizzano eventi tematici all’interno del percorso chiamato “ a tavola con la storia”. Si tratta di cene a tema, con menù caratteristici del periodo storico che le intitola. Avremo quindi una cena chiamata “a tavola con gli antichi romani, che ci ripropone i piatti di cui sono state ritrovate le ricette o che si suppone saziassero gli antichi romani nel periodo imperiale.
Alcune volte si parte dalle descrizioni degli scrittori antichi altre volte dall’osservazione di un dipinto, altre volte invece si è dedotto che preparassero un certo cibo perché è stato ritrovato magari in qualche anfora antica. Le cene sono accompagnate da spiegazioni su cose sono state scoperte le pietanze e su come erano preparate ai tempi del periodo scelto. Oltre agli antichi romani e degli antichi celti ci saranno cene medievali, a base di minestre di farro e di farina di castagne, di ceci e di piatti di cacciagione, le cene rinascimentali, ricche e sfarzose come lo erano le cene nelle corti principesche. Poi per fare da contraltare ci sono le “cena degli umili” in cui si servono i piatti che venivano preparati nelle famiglie, la cucina di tutti i giorni, forse meno ricca dal punto di vista dell’aspetto, ma certamente gustosa.
Non si può essere sorpresi nello scoprire che molti di quei piatti si sono conservati nel tempo e che li si può trovare, in versioni più moderne anche sulle nostre tavole, quando ci dedichiamo alla cucina tradizionale.
Fra le altre idee organizzate dai ristoranti che hanno aderito al percorso dei vini e dei sapori ci sono le cene e i pranzi con il menù costruito da un libro o da un film, che poi vien proiettato o letto.
durante o dopo la cena.
Altre iniziative riguardano i percorsi stagionali o tematici che si sviluppano su uno o due giorni, organizzati con fantasia e professionalità, portando i turisti a pranzare nei castelli medievali o visitando musei e vigneti e intervallando le passeggiate con letture di brani di poeti medievali e di antichi bardi o cantori.
Per chi ama invece i percorsi più naturalistici c’è il parco ittico Paradiso di Zelo Buon Persico, nella frazione di Villa Pompeiana, sul fiume Adda,: in questo parco si può imparare a conoscere oltre ai cibi del fiume, anche la flora e la fauna e le meravigli naturali
Poi ancora ci sentieri ciclabili che costeggiano tutti i luoghi più belli, possibilità di gite cavallo, in carrozza, e in barca. Ogni angolo della strada del vino di San Colombano e dei sapori del lodigiano è stato valorizzato studiando degli eventi che attendono solo di essere conosciuti meglio dai turisti e dai visitatori.
La parte milanese della strada dei vini di San Colombano e dei sapori lodigiani percorre la parte meridionale della provincia di Milano, comprende San Colombano al Lambro e i comuni vicini, per quello che riguarda il vino, ma offre anche una serie di prodotti alimentari che hanno meritato il marchio Doc e DOP e che sfuggono molto spesso alla considerazione della sua origine, come se uno strano incantesimo non permettesse di mettere in relazione il Gorgonzola DOP con la cittadina di Gorgonzola di cui è originario, eppure l’azienda Galbani che produce un gorgonzola dolce DOP, ha ancora i stabilimenti di produzione a Milano, anche se come per la Invernizzi e la Cademartori, altre due grandi aziende di formaggi lombarde, sono passare in mano francese. Il Grana Padano DOP con l’abazia di Chiaravalle e con i monaci che inventarono la ricetta di questo formaggio a pasta dura, ottimo per conservare le eccedenze del latte.
Chiaravalle ora è un quartiere di Milano e vi sono ancora delle aziende agricole che all’interno del territorio del comune di Milano o nelle immediate vicinanze che producono il favoloso formaggio conosciuto nel mondo quanto il Parmigiano Reggiano. Alcune delle aziende di produzione e stagionatura si trovano in comuni come Lainate, Locate Triulzi, Brugherio e Buccinasco, appena due passi fuori dai confini del comune milanese.
Ad Abbiategrasso, ad esempio è possibile trovare il gorgonzola dolce DOP, il gorgonzola piccante DOP, il quartirolo DOP e il taleggio DOP nella azienda Nuova Castelli e Cairati e non necessario dire che Abbiategrasso è una delle cittadine che i turisti che visitano Milano non devono perdersi.
Abbiategrasso non fa parte della strada dei vini di San Colombano e dei sapori lodigiani, ma ha diverse aziende che fanno parte di diversi consorzi di produzione di cibi tipici e di denominazione di origine protetta, sia di piccole sia di medie dimensioni e, nel momento in cui si riuscirà a costituire una strada dei sapori e dei vini della provincia dell’Alto-milanese, che è ancora solo a livello di progettazione, ma che quando sarà una realtà porterà con se molte sorprese per chi credo che Milano e la sua provincia sia solo un luogo di affari e senza grandi interesse turistico