Quando si visita Parigi non ci si pongono certamente domande su che cosa andare a vedere. Si può dedicare una settimana alla sola visita del Museo del Louvre, e fra chiese, siti archeologici, mostre, monumenti e luoghi famosi, il tempo scorre veloce. Per questo sarebbe importante ritagliare qualche ora per la visita dei piccoli musei parigini, di quelle piccole chicche che possono arricchire la propria cultura personale e dare la possibilità di fare qualche esperienza un po’ diversa dal solito.
La fantasia degli artisti parigini in fatto di musei e di arte è davvero vasta. Ci sono musei interrassantissimi poco frequentati e posizionati in luoghi affascinanti, come ad esempio la Maison Rouge, un piccolo museo di arte contemporanea, costituito da una fondazione privata e che si trova in boulevard de la Bastille, sulla rive della Senna. Prima di recarsi a visitarla è meglio contattare il museo in modo da informarsi degli orari e delle esposizioni in corso nel periodo, attraverso il sito internet della fondazione. Recentemente il museo ha ospitato una mostra dell’artista giapponese Tetsumi Kudo che ha presentato delle opere a tema ambientalsta, e altre a tema politico prodotte da artisti russi aderenti al movimento della Sots art , sviluppatisi negli anni 70. Dallo scorso 22 ottobre alla Maison Rouge sono esposte le opere della collezione Thomas Olbricht, che per la prima volta si trova in Francia. Il collezionista ha associato in modo originale delle opere antiche a delle opere contemporanee suddividendole in temi universali come la vanità, la morte, la religione e la sensualità costruendo un rapporto speciale, una specie di fil rouge, fra dei singoli capolavori che possono essere letti come interpretazioni di uno stesso sentimento. La mostra alla Maison rouge durerà fino al 12 gennaio 2012.
Chi trova l’arte contemporanea troppo difficile e bisognosa di una preparazione specifica per essere compresa, può optare sul piccolo museo delle arti e dei mestieri che si trova al numero 60 di rue Reamur e che contiene un miriade di oggetti organizzati in sette temi specifici: strumenti scientifici, materiali, costruzioni, comunicazioni, energia, oggetti meccanici, trasporti e storia religiosa.


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Vi sono in Spagna dei piccoli Musei originali e curiosi che vale la pena di visitare e che, pur ospitando collezioni di tutto rispetto, non sono molto conosciuti all’estero. Uno di questi lo si può consigliare a chi decide di visitare Alicante, la bella cittadina catalana che si trova sulla Costa Blanca, al centro di una delle più belle baie del Mar Mediterraneo. Alicante ha una storia molto ricca di episodi noti fino dalla sua fondazione da parte del popolo degli iberici, vi abitarono poi fenici, greci, cartaginesi, antichi romani, visigoti, bizantini e arabi mussulmani, prima che nel tredicesimo secolo fosse riconquistata dagli eserciti dei cristiani.
Il piccolo borgo di Belmonte si trova in Portogallo a circa venti chilomentri da Guarda, sulla sierra Estrela, e vicino al confine con la Spagna. Fra i circa ottomila abitanti risiede una antichissima comunità ebraica, ora formata da circa 300 persone, che è riuscita a sopravvivere, e a mantenere le sue usanze, sia la periodo in cui Spagna e Portogallo sono stati sottoposti alla dominazione araba sia alle espulsioni degli ebrei avvenute nel sedicesimo secolo.
C’è un monte a Varese che è particolarmente caro agli abitanti della provincia di Varese e che è conosciuto anche ai milanesi: ci si va un po’ per religione, in pellegrinaggio e un po’ come passeggiata domenicale. Si tratta del Sacro Monte di Varese. Sopra la cima del monte c’è la basilica, le casette per l’accoglienza ai pellegrini, sorte quasi da sole, e il convento, mentre lungo la strada in acciotolato che permette la salita al sacro monte, quasi due chilometri d lunghezza, sono distribuite 15 cappelle, una per ognuno dei misteri del Rosario. Per chi gambe allenate alle salite, ogni cappella dista dall’altra il tempo di recitare le 10 Ave Marie, il pater e i tre Gloria che compongono ogni mistero del Rosario Mariano. La storia dice che l’ idea i costruire un Rosario fatto di cappelle lungo la strada che porta alla basilica nacque alla fien del 1700 da una suora spagnola, Tecla Maria del Cid che, dovendo recarsi in pellegrinaggio da Milano al santuario di Santa Maria del Monte, per pronunciare i voti ed entrare nel convento, disse che una cappella a metà salita sarebbe stata utile al riposo dei pellegrini. Da quella frase forse dettata più dal ricordo della fatica fata durante la camminata in salita che dalla pietà verso i pellegrini, un frate cappuccino di Monza, Gian Battista Aguggiari, elaborò il progetto del percorso mariano: l’ide affascino tutta la gente e tutti a Varese offrirono denaro o oggetti che potessero contriuire alla causa della costruzione del Rosario sul Monte. Alla fine i parrocchiani si presentarono a Vescovo Federico Borromeo con 1000 scudi e anche il Vescovo si appassionò all’opera che fu portata avanti con i contributi di pittori e muratori locali.
Uscendo da Milano per correndo la strada che da Chiaravalle porta verso e San giuliano milanese e Cologno si trova un’altra delle abazie che hanno fatto al storia dell’ agricoltura Lombarda. I monaci che fondarono l’abazia trecentesca di Viboldone sono dell’ordine degli Umiliati e sono stati in grado, come anche gli altri monaci delle grandi abazie insubri,di trasformare dei terreni appena abbandonati dalle acque paludose dell’antico Mar Gerundo, in terreni fertili coltivati a marcita.
Mantova è fra le più belle città della pianura padana. E’ una città romantica, dalle origini antichissime, costruita dai celti delle paludi e dagli etruschi della confederazione delle città padane prima ancora della nascita di Roma.
Lecco è una romantica cittadina sul lago di Como resa famosa dalle parole scritte dal Alessandro Manzoni nei Promessi Sposi, ma è anche un luogo pieno di storia e di luoghi da conoscere. Visitandola e seguendo gli itinerari proposti dalle varie associazioni di rievocazione storica che li organizzano fornendo anche le guide turistiche che illustrano la storie e le leggende di questa graziosa cittadina lacustre, si possono imparare moltissime cose su questa porzione di Lombardia. Il consiglio però è di non lasciarsi scappare la possibilità di fare una gita sul lago utilizzando magari a una Lucia. Le lucie sono le famose barchette dei pescatori tipiche del lago di Como, cui è stato dato il nome della protagonista dei Promessi Sposi, dopo che sono apparse in alcune delle raffigurazioni che deoravano le prime edizioni del romanzo. Partendo dai luoghi storici più recenti si può visitare la valle del Gerenzone, uno dei torrenti che affluiscono nel Lario, il lago di Como e Lecco, dove sono ancora presenti parecchie officine salvaguardate come archeologia industriale. Vecchi setifici come macchine a vapore per la lavorazione sia della seta sia del filo sia del bozzolo del Cavallè. Il baco che produce il prezioso filo. Una produzione straordinaria, quella della seta, che occupava fino a pochi decenni fa tutta la valle fra il Ticino e l’Adda.
Nel 1988 è stato costituito primo nel genere in Italia, Il Centro Studi sul Falso, struttura attraverso la quale alcuni docenti e ricercatori hanno deciso di intraprendere un’attenta riflessione sul fenomeno della falsificazione. In seguito a tale impresa, dopo aver raccolto centinaia di “falsi”, nel 1991 è nato il Museo del Falso, una rassegna di esemplari di falsi di vario genere, prodotti e manufatti contraffatti relativi a diversi comparti produttivi, settori artistici e scientifici, ambiti culturali diversi, tutti oggetti, scritti, opere dell’ingegno o documenti “rigorosamente falsi”.










