Il castello di Varzi è un maniero millenario che si trova in uno dei luoghi del turismo giornaliero più amati da chi vive di solito nelle città della Lombardia. Da quando si è cominciato ad organizzare anche il turismo enogastronimico mettendo in rete fra loro gli agriturismi, le aziende di produzione, e promuovendo i marchi dop e doc e quelli dei cibi tipici locali, si possono inserire agevolmente fra le mete turistiche anche quei luoghi che sono famosi per le gite giornaliere o domenicali che si fanno per fare la spesa o per procurarsi una scorta di certi cibi. L’arrivo domenicale di tante persone ha permesso di promuovere anche luoghi che normalmente sono sconosciuti ai più permettendo di creare una piccola branca economica legata proprio al turismo domenicale, come l’organizzazione delle visite ai numerosissimi castelli o chiese, la manutenzione e la segnalazione dei sentieri, l’organizzazione delle sagre e la riscoperta delle antiche tradizioni e della storia locale.
Varzi, vuoi anche perché già conosciuta internazionalmente per la produzione di salumi, ha saputo sfruttare queste piccole nicchie e offre ai turisti un iniseme di percorsi naturalistici, storie leggende, cibi e e prodotti locali in un complesso piuttosto organizzato, ma ancora molto naturale, in cui il turista si sente protagonista e gratificato e non “portato a spasso” , come qualche volta accade quando l’ organizzazione turistica prende il sopravento sulla quotidianità di un luogo.
Il castello di Varzi fu costruito dopo che la famiglia dei Malaspina furono investiti dall’imperatore Barbarossa come marchesi, nel 1164. I loro territori andavano da Rivanazzano fino alla Toscana.
La prima testimonianza dei Malaspina a Varzi riguarda la vendita del feudo di Pizzocorno alla abbazia di Sant’ Alberto, e si suppone che il castello che ora compone un complesso architettonico dallo stile per lo più settecentesco, in pietra a vista e modanature, che si affaccia sulla bellissima pazza di Varzi, sia stato costruito in quel periodo. Sullo stretto vicolo che porta alla piazza si innalza la parte quattrocentesca del palazzo, con le pareti sempre in pietra ma lavorate in modo squadrato, quasi come se uscissero dai muri con forza, gli che danno sulla via sono ad arco sesto acuto, mentre il cortiletto d’accesso ha una graziosa copertura a volte a crociera e alcuni archi più grandi e decorati. Sul fondo del vicolo c’è l’ultimo edificio dell’abazia, che risale al 1200 e che si apre sul vicolo con un ampio arco a tutto sesto. A fianco c’è la torre duecentesca che è soprastato da una terrazza coperta che offre una splendida vista su Varzi e sui monti che la circondano e sulla bella valle della Staffora, il fiume a carattere torrentizio che caratterizza questi bei luoghi . Un passaggio nel sottotetto collega la torre direttamente al palazzo.
Le stanze interne della torre sono sempre state usate come prigione e quel passaggio era usato pre trasportare i prigionieri e per portare loro da mangiare, fino in tempi moderni, ed ha un nome piuttosto tenebroso. La chiamano la torre delle streghe, a causa del fatto che nel 1460 un gruppo di 25 donne e alcuni uomini accusati di stregoneria furono tenuti prigionieri nella torre prima di essere bruciati nella piazza principale del paese. La leggenda vuole che i loro spiriti abitino ancora la torre.
Oggi il castello è di proprietà privata, mentre la torre è di proprietà comunale e visitabile.
Al borgo di Varzi appartengono anche altre bellezze che contribuiscono a renderne l’atmosfera antica e romantica: c’è la chiesa dei cappuccini, in stile romanico e risalente a prima del 1400, e la Chiesa dei Rossi che, nonostante probabilmente le origini siano più antiche, è stata costruita nel 1636, e deve il suo nome alle mantelline rosse dei confratelli della SS. Trinità, che vi si riunivano.
La Chiesa dei Rossi ha una sola navata ed è in stile settecento lombardo, ed è ricca di statue ligneee dorate. L’inero borgo poi ha una struttura urbanistica organizzata e delimitata dalle due torri di Porta Sottana e di Porta Soprana, o dell’orologio. In questa bella cornice medievale non si può non apprezzare i cibi offerti dalle osterie e dai ristoranti e il ritorno a casa dalla gita domenicale on può non concludersi con l’approvvigionarsi di una copiosa provvista di sulumi di Varzi e di vini dell’ Oltrepo pavese.


Vacanza viaggio. Il blog dedicato alle vacanze
Se non siamo ancora completamente fuori dalle ferie e rimane ancora qualche giorno da godersi visitando luoghi e località magari più vicini. Se si hanno i bambini un visita ai parchi di divertimenti permette di godere le belle giornate di sole regalando un po’ di pace ai genitori in attesa di veder ricominciare le scuole. L’offerta e le possibilità di avere sconti per famiglie, in questi parchi di divertimenti sono ancora molto alte ed alcuni di questi parchi sono organizzati in modo da regalare attimi di puro divertimento anche agli adulti, e non si occupano solo dei bambini. Sulla sola linea dell’ Appennino Emiliano ci sono ben 11 Parchi Avventura destinati anche a chi ama la natura e respirare l’aria dei boschi. Ognuno di essi merita una decrizione solo per lui, ma vedremo di presentarli in più post, in mod che possiate conoscere almeno i più belli. In questi parchi sono organizzate attività di free climbing, cioè di arrampicata libera sulla roccia, ma anche il tree climbing, che sarebbe la molto più emozionante scuola di arrampicata sugli alberi. Certo, bisogna saper scegliere gli alberi giusti, per evitare di far figure simili a quelle che fanno spesso certi personaggi dei cartoni animati e con la differenza che nei cartoni animati nessuno si fa male, ma una caduta da un ramo oppure l’essere colpiti da un ramo troppo teso che si sgancia dalla sua posizione sono eventi che possono essere molto dolorosi. Ma il giusto allenamento si può diventare dei perfetti scalatori di alberi. In questi parchi si possono seguire corsi di snow toobing, se si a in luoghi in cu c’è la neve anche d’estate, e in altri parchi si possono seguire corsi di orienteering nei boschi, e anche fare lunghe passeggiate ad dorso di asinelli o di cavalli come se si fosse dei cow boy. Per i turisti più moderni e avventurosi ci sono anche le scuole di mountain bike. L’importante è ceh ognuna di queste attività è possibile grazie all’assistenza di istruttori e di esperti che permettono che siano eseguite in totale sicurezza, divertendosi nel gustare le emozioni.
La provincia di Pavia è costellata di luoghi deliziosi da visitare ma Vigevano merita una visita accurata, specialmente la sua piazza principale. Piazza Ducale è al centro di una zona pedonale e vi si accede dalle porte ad arco che si trovano sui lati corti del grande rettangolo che la forma. La piazza è circondata da portici decorati da 84 colonne, e fra ogni colonna vi sono dei visi umani, uno diverso dall’altro. Sotto i portici oggi si trovano delle famosissime gelaterie che fanno a gara l’una con l’altra per preparare gelati, mangia e bevi, o altri manicaretti che possano stupire i turisti. In una di queste gelaterie potrete assaggiare gli spaghetti di gelato, in cui il gelato alla crema con lo sciroppo di amarena imita alla perfezione un piatto di spaghetti al pomodoro, o le uova al tegamino composto da due mezze pesche sciroppate bagnate di liquore che navigano nel gelato fiordilatte, oppure ancora il “mangia e bevi”, delle grandissime coppe di frutta, pan di spagna imbevuti di liquori o sciroppi e gelato, che possono essere anche nella versione flambè, ottenuta con degli zuccherini imbevuti di liquore cui poi si da fuoco. La delizia offerta dalle gelaterie vigevanesi può distrarre un po’ dalla visione della piazza che è stata costruita su ordine di Lodovico il Moro, signore di Milano, si dice su progetto di Leonardo da Vinci poi portato a termine dal Bramante. Un intero lato corto della piazza è costituito dalla facciata seicentesca del Duomo, che da una forma insolita al rettangolo. Le sorprese di questa piazza non sono finite. A metà di uno dei lati, al di sotto dei portici, quasi nascosta, sale una larga scalinata di pietra che porta nel parco del magnifico castello visconteo. Dal castello parte anche un passaggio coperto che porta alla torre che sovrasta piazza Ducale e che era destinata ad essere percorsa a cavallo. I magnifici giardini, in cui sorgono le palazzine e le torrette medievali, sono spesso utilizzati per concerti o per rappresentazioni teatrali in costume.
Viaggio in Giordania con una fantastica formula a Roulette. Vi verrà comunicato il nome della struttura di soggiorno poco prima della partenza, per garantire così la miglior sistemazione possibile per il gruppo in partenza, garantendo naturalmente un minimo di servizi indicati nell’offerta.
Un stupendo Safari per tutti colori che vogliono avvicinarsi al mondo naturale del Kenya, vedendo il suo lato più selvaggio ed affascinante. Un Safari di 7 giorni direttamente all’interno della fauna più selvaggia, alla riscoperta del mondo animare allo stato selvaggio e delle popolazioni che abitano quei luoghi ancora selvaggi. Un modo per vedere la vera Africa, i suoi animali, la sua natura ed imparare a vivere in un mondo dove regna la pace e la tranquillità e dove gli eventi sono scanditi dal ciclo imposto dal nostro pianeta.












