Uscendo da Milano per correndo la strada che da Chiaravalle porta verso e San giuliano milanese e Cologno si trova un’altra delle abazie che hanno fatto al storia dell’ agricoltura Lombarda. I monaci che fondarono l’abazia trecentesca di Viboldone sono dell’ordine degli Umiliati e sono stati in grado, come anche gli altri monaci delle grandi abazie insubri,di trasformare dei terreni appena abbandonati dalle acque paludose dell’antico Mar Gerundo, in terreni fertili coltivati a marcita.
Il Mar Gerundo, nel medioevo, era un lago instabile, dalle acque salmastre, il cui fondo era formato da ghiai ricoperta da torba, e la cui forma e posizione cambiava a seconda della alluvioni dei fiumi che lo contornavano, il Serio, l’ Adda e molti altri torrenti. La pianura padana è ancora in via di formazione, in queste zone, e ancora di più lo era nel Medioevo quando i monaci bonificarono le campagne, con delle ottime opere idrauliche, rendendole adatte alla coltivazione a marcita.
Quando San Carlo Borromeo abolì l’ordine degli Umiliati, a Viboldone arrivarono i monaci benedettini degli Olivetani, che continuarono le opere di coltivazione e bonifica. Poi nel periodo napoleonico i monaci dovettero andarsene e solo dopo anni e anni in cui l’abazia fu lasciata al suo destino, nel 1941 vi tornarono dei religiosi, questa volta delle monache benedettine, che vi risiedono tuttora, e ce mantengono il complesso architettonico e il monastero preparando confetture di frutta e altri prodotti naturali. La bellezza di questo complesso tardo gotico è molto suggestiva ed è l’ideale per una passeggiata dominicale. Sembra sempre incredibile che così vicino alla grande metropoli degli affari,Milano, sorgano questi scorci di spiritualità semplice e antica.
Il monastero è tutto visitabile, sotto al guida delle suore che racconteranno il loro modo di vivere e illustreranno le opere artistiche che si trovano nell’abazia, ma è possibile anche fare delle passeggiate lungo i viali di campagna che attraversano il bordo e che collegano fra loro le numerose cascine. Sono presenti anche alcune osterie e alcuni agriturismi dove è possibile fare merenda con i salumi e gli altri cibi tipici prodotti localmente, con un piatto di rane fritte o di pesciolini innaffiati con il vino di San Colombano, uno dei pochi vini prodotti nella provincia di Milano, nel comune di San Colombano al Lambro, pochi chilometri più lontano sulla strada per raggiungere Lodi.
Oltre a Viboldone ci sono altre bellissime abazie medievali molto famosi e che sono sulla parte sud, sud ovest di Milano e sono la bellissima abazia di Mirasole, a Opera, e quella di Morimondo, a Ozzero.
L’ abazia di Mirasole è a soli dieci chilometri dal centro di Milano e come quella di Viboldone è stata fondata nel medioevo dall’ordine degli Umiliati, che era composto sia da religiosi sia da laici che avevano fatto alcuni voti, fra cui quello di non mentire e di non pronunciare giuramenti. Il complesso di Mirasole è il meglio conservato, il più completo, con i suoi chiostri, gli orti e una tipica corte lombarda a pianta quadrata che resta una delle più belle ancora esistenti. Fra le particolarità di Mirasole c’è il blasone simbolo dell’abazia, un sole splendente con i raggi con un viso umano e una falce di luna, che è poi diventato simbolo dell’intera provincia di Milano. Dopo la soppressione dell’ordine religioso degli umiliati, l’abazia passo alla proprietà dell’ospedale maggiore, cui appartiene ancora adesso, mentre una associazione locale senza fini di lucro si sta occupando dei restauri.
Dopo Mirasole, sulla strade per Abbiategrasso, ad Ozzero, nel piccolo borgo di Coronate, c’è l’ abazia di Morimondo, che è stata fondata dai monaci cistercensi nel 1137. La costruzione dei chiostri e della corte fini solo nel 1500 quando la spiritualità di quel luogo fu curata dall’abate Giovanni de Medici, figlio del duca fiorentino Lorenzo il Magnifico, che diventò poi papa con il nome di Leone V. Anche Morimondo è una piacevole metà delle passeggiate domenicali fuori porta dei milanesi che, nella pace della campagna e nella spiritualità del luogo, trovano le energie e il riposo necessari ad affrontare altre settimane di stressa lavorativo.


Vacanza viaggio. Il blog dedicato alle vacanze
Se vi piacciono le avventure di Robin Hood e degli allegri amici della foresta di Sherwood e non potete recarvi in Inghilterra a vedere i luoghi reali dove la fantastica storia del gruppo di ladri a fin di bene leali a Re Riccardo si sono svolte i è un luogo molto simile, ladri a parte, non molto lontano da casa nostra, e sicuramente molto più facilmente raggiungibile.
Se non siamo ancora completamente fuori dalle ferie e rimane ancora qualche giorno da godersi visitando luoghi e località magari più vicini. Se si hanno i bambini un visita ai parchi di divertimenti permette di godere le belle giornate di sole regalando un po’ di pace ai genitori in attesa di veder ricominciare le scuole. L’offerta e le possibilità di avere sconti per famiglie, in questi parchi di divertimenti sono ancora molto alte ed alcuni di questi parchi sono organizzati in modo da regalare attimi di puro divertimento anche agli adulti, e non si occupano solo dei bambini. Sulla sola linea dell’ Appennino Emiliano ci sono ben 11 Parchi Avventura destinati anche a chi ama la natura e respirare l’aria dei boschi. Ognuno di essi merita una decrizione solo per lui, ma vedremo di presentarli in più post, in mod che possiate conoscere almeno i più belli. In questi parchi sono organizzate attività di free climbing, cioè di arrampicata libera sulla roccia, ma anche il tree climbing, che sarebbe la molto più emozionante scuola di arrampicata sugli alberi. Certo, bisogna saper scegliere gli alberi giusti, per evitare di far figure simili a quelle che fanno spesso certi personaggi dei cartoni animati e con la differenza che nei cartoni animati nessuno si fa male, ma una caduta da un ramo oppure l’essere colpiti da un ramo troppo teso che si sgancia dalla sua posizione sono eventi che possono essere molto dolorosi. Ma il giusto allenamento si può diventare dei perfetti scalatori di alberi. In questi parchi si possono seguire corsi di snow toobing, se si a in luoghi in cu c’è la neve anche d’estate, e in altri parchi si possono seguire corsi di orienteering nei boschi, e anche fare lunghe passeggiate ad dorso di asinelli o di cavalli come se si fosse dei cow boy. Per i turisti più moderni e avventurosi ci sono anche le scuole di mountain bike. L’importante è ceh ognuna di queste attività è possibile grazie all’assistenza di istruttori e di esperti che permettono che siano eseguite in totale sicurezza, divertendosi nel gustare le emozioni.
Il castello è da favola, candido contro il verde parco, di fronte all’azzurrissimo mare del golfo di Trieste. Lo commissionò a Karl Junker l’arciduca Massimiliano d ‘Asburgo che però non riuscì a vedere ultimata la costruzione, avendo seguito il suo destino in Messico dove Benito Juarez lo fece fucilare. Lo volle come luogo di piacere e bellezza, ma qui sua moglie Carlotta impazzì, e ne studiò lo stupendo giardino all’italiana, dove una grande varietà di alberi indigeni ed esotici ombreggiano sculture di gusto classico, per poi confondersi con la vegetazione tipica del Carso.
Oggi ci troviamo nl Parco Suburbano Marturanum di Viterbo. Questa, che a prima vista sembra una pianeggiante distesa di boschi fitti, è in realtà una terra tormentata, dove nei millenni i torrenti hanno inciso profondissime forre nei blocchi di tenero tufo. I dintorni di Barbarano Romano, suggestivo borgo medievale, sono dal 17 luglio 1984 un parco suburbano: ambiente di bellezza selvaggia, con strapiombi anche di 60 m dove al rosso delle rocce s’alterna il verde d’una vegetazione esuberante e rigogliosa. Dal fondo, invisibile, il mormorio del torrente Biedano che confluisce nel fiume Marta. Qui vissero gli etruschi, e le rovine di un’antica città, ripetuto oggetto di scavi, sono ormai più morte della necropoli di San Giuliano, dalle tombe di graffite con soggetti di guerra o di animali.
n la Slovenia, in un’area interessata nel VI-VII secolo da migrazioni di ceppi slavi ancora testimoniate dalla presenza di minoranze etniche nella vale di Rèsia, questo parco regionale è stato istituito nel 1996 e occupa il settore nord dell’arco prealpino orientale. Comprende le Alpi e le Prealpi Giulie, solcate da numerose valli che, ad eccezione di una, attengono al bacino del Tagliamento. Alle notevoli morfologie glaciali che si incontrano ad alta quota (come ad esempio i circhi e il ghiacciaio del Canìn), più in basso si sostituiscono incisioni e valli sospese.
A 25 km da Milano una riserva per dinosauri? In un certo senso sì. Rivolta d’Adda è nel territorio del Parco Regionale Adda sud e qui, in un bosco naturale di un milione di metri quadrati, dal 1978 è aperto al pubblico il Parco della Preistoria, uno dei più completi “viaggi” nel passato realizzato in Europa.
Protetta dal 1935, ma solo nel 1986 è stato istituito il parco a cui si è affiancata la Riserva marina che tutela le acque circostanti, questa imponente “montagna”, che per circa 3 km di protende verso il mare aperto, è caratterizzata da una serie di crinali che si diramano a ventaglio dai 612 m della vetta e generano gli scoscesi valloni che ripidi scendono alla scale dell’Oro, di San Fruttuoso e degli Inglesi.










